Governo e Magistratura: ai ferri corti! Piercamillo Davigo fa il pompiere.

 

Per la prima volta l’Associazione nazionale della magistratura non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione. Il 26 gennaio, giorno in cui nell’Aula Magna si terrà la celebrazione solenne, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, con la relazione sullo stato della Giustizia italiana del primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, e del ministro guardasigilli, Andrea Orlando, i rappresentanti dell’Associazione non siederanno ad ascoltare.

Andrea_Orlando Ministro
Andrea Orlando Ministro

Terranno invece una conferenza stampa, nella sede dell’Anm nello stesso Palazzaccio. È questa la forma di protesta, inedita e simbolica, che il Comitato direttivo centrale, l’organo che dà rappresentanza ai gruppi della magistratura, ha scelto per esprimere disappunto per il «mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del governo» su pensioni e trasferimenti dei magistrati.

L’Anm ha assunto la decisione all’unanimità, dopo che nella discussione sulle proposte delle correnti era stata calata anche la carta dello sciopero (ipotizzato dal cartello progressista Area) o dello sciopero bianco, una forma di protesta, quest’ultima già attuata e fortemente invocata dal gruppo di Autonomia e Indipendenza(A&I), che avrebbe rallentato la macchina della giustizia.

In mattinata, di fronte al protrarsi della discussione, è arrivato l’«accorato appello» a non spaccare l’Anm da parte del suo presidente Piercamillo Davigo, che pur non prendendo posizione ha sconsigliato di ricorrere all’astensione dalle udienze, che avrebbe potuto rivelarsi un boomerang, o «un flop», come ha paventato il segretario Francesco Minisci, di Unicost.

Davigo ha sottolineato come nonostante la garanzia di intervenire sul decreto 168, messa per iscritto dal ministro Orlando e dall’ex premier Renzi, e dalla «dichiarata continuità» dell’attuale governo con il precedente, «con dolore devo constatare che questi impegni non sono stati rispettati».

Ma – è stato il suo ragionamento – non serve lo sciopero: «Costa ad ogni collega 300 euro, interessa ai giovani e a quelli che devono andare in pensione: al grosso della magistratura non importa niente, pur condividendo il principio». «Dobbiamo essere realisti: lo sciopero – ha rimarcato – non si può fare. Ma quanto reggerebbe un governo, in presenza di uno sciopero bianco protratto all’infinito?».