Regolamenti approvati, pomo della discordia. Intervento della Consigliera Linda Liotta

Sono stati votati all’unanimità dopo discussione in riunione dei capigruppo i tre regolamenti comunali per acquisire e condividere alcuni emendamenti proposti dalla maggioranza. Come riportato in un’altra pagina del nostro giornale venerdì sera si è consumato lo strappo tra la maggioranza che sostiene il sindaco e i due consiglieri comunali Felice Scafidi e Linda Liotta. Di quest’ultima pubblichiamo il suo intervento in aula.

“Signor Presidente del Consiglio,
Sig. Sindaco, Signori Consiglieri
Signori Assessori
Nel condividere l’amarezza espressa dal collega Scafidi, manifesto il mio disappunto.
Nel senso comune, il concetto di “Democrazia” è legato al principio di Maggioranza. Il Principio della Maggioranza, però, non è l’unica regola della Democrazia, nè è elemento esclusivo del regime democratico. Infatti, il “mettere ai voti”, a prescindere, è espressione e dà l’impressione di un certo fallimento del discorso pubblico perchè – pur nel rispetto delle opinioni altrui – esse andranno sacrificate solo per una ragione quantitativa, noncuranti della qualità e meritevolezza della proposta messa ai voti.
Le decisioni collettive prese a maggioranza, prive di mediazione, non sono implicitamente giuste, valide, a beneficio della comunità.
Non dimentichiamo, inoltre, che in Democrazia, il principio che la maggioranza decide va coniugato con il rispetto delle regole poste dall’Ordinamento giuridico italiano e, nella fattispecie, dello Statuto e dei Regolamenti comunali. I fatti di cui mi preme rendere edotta quest’aula, si riferiscono al lavoro svolto in seconda commissione. In questi mesi, la commissione presieduta dal consigliere Felice Scafidi si è prodigata a portare a buon fine degli atti, tra cui anche i regolamenti oggi oggetto di discussione. E ciò è
stato svolto nel pieno esercizio delle prerogative di cui godono i consiglieri e le commissioni consiliari. Infatti, l‘art.26 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale attribuisce ai consiglieri il diritto d’iniziativa su ogni argomento da sottoporre alla deliberazione del consiglio comunale e l’art.10 del regolamento delle commissioni consiliari, alle stesse riconosce la potestà d’iniziativa per la presentazione di proposte di deliberazione. E’ ovvio e scontato che il Consiglio è sovrano e può bocciare o approvare proposte di deliberazioni provenienti da consiglieri o commissioni.
Ciò che non è comprensibile, è il principio in base al quale vengano messi in discussione proposte provenienti da un presidente e da un componente di commissione – per altro anche relatori delle richiamate proposte – che fino ad oggi sono stati indefessi sostenitori di questa amministrazione.
Nello svolgimento della mia funzione istituzionale di consigliere comunale sono stata devota per 4 anni a
Lei signor Sindaco, avendo approvato in quest’aula tutti i punti all’o.d.g. proposti da sindaco e giunta, tranne qualche eccezione per assenze giustificate o motivi di salute che mi hanno impedito di presenziare.
Da consigliere di maggioranza mi ha molto colpito, durante la scorsa seduta consiliare,la fibrillazione riguardo i 3 regolamenti frutto del lavoro svolto in commissione. Da consigliere ho rispettato la regola della maggioranza nei fatti e non a parole; concretamente l’ho accolta ogni volta che ho consegnato un voto di assenso alle proposte di Lei signor Sindaco, della sua giunta e del presidente del consiglio.
Da adesso in poi il mio impegno continuerà appoggiando tutte le iniziative volte al bene del paese; da oggi voterò con immutato senso di responsabilità e controllando con maggiore scrupolo la legittimità degli atti.
Inoltre, rimettendo al Sindaco la delega assegnatami con Determinazione Sindacale n.61 del 23.12.2016, manifesto la mia posizione d’indipendenza e di equidistanza dalle compagini di maggioranza e di minoranza.
Il consigliere comunale
Teodolinda Liotta”

E’ con queste parole, pacate, riflessive, intrise se volete anche di amarezza che il Consigliere Liotta con assoluta linearità ed estrema chiarezza, virtù non sempre di casa nell’aula Falcone e Borsellino, si congeda da una maggioranza della quale ne faceva parte ma che di fatto era vista come un’intrusa. Di una cosa siamo certi: che il sindaco Franco Ingrillì, rimpiangerà di non poterne più contare, di non averla accanto. Per senso di appartenenza, per dovere istituzionale la Liotta, ne siamo certi, sarà rimpianta da chi non ha saputo intenderla.
Da oggi, però, ci sentiamo di suggerire alla dottoressa Liotta di non farsi prendere la mano dalla sua schiettezza e da quel senso di rivincita, che potrebbe essere comprensibile, su coloro che non l’hanno compresa nella sua attività politica a favore della comunità. La classe non è acqua e lei dovrà continuare a dimostrarlo. La politica non si fa nè con i risentimenti, nè con i rimpianti. In questi quattro anni trascorsi disciplinatamente accanto al primo cittadino, Linda Liotta, ha dato ampia dimostrazione che la lealtà, la signorilità in politica, non tutti possono sbandierarla.