Operazione Alastra, i fedelissimi di Riina riformano il clan

Era tornato libero dopo 25 anni. Il boss Domenico Mico Farinella, fedelissimo del capo dei capi Totò Riina, aveva anche scansato l’ergastolo grazie a un ricalcolo della pena basato sull’indulto. E subito aveva ripreso il controllo del suo clan, nel paese di San Mauro Castelverde, il cuore della provincia di Palermo, fra le Madonie, i Nebrodi e il mare. Questa notte, i carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale e della Compagnia di Cefalù lo hanno riarrestato, era a Voghera, dove era stato inviato al soggiorno obbligato dopo la scarcerazione: da lì comandava, attraverso il figlio Giuseppe, 27 anni, che stava in Sicilia. Sono 11 complessivamente i provvedimenti di fermo, uno eseguito a Vicenza.

L’ultima indagine della direzione distrettuale antimafia di Palermo, diretta dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Salvatore De Luca, racconta di un clan che era tornato a pressare imprenditori e commercianti della provincia, per il pagamento del pizzo. Ma questa volta, quattro operatori economici si sono ribellati e hanno denunciato gli uomini di Cosa nostra ai carabinieri: fra loro, c’è Francesco Lena, il patron dell’Abbazia Sant’Anastasia, che nel 2010 era stato arrestato per mafia, ma poi era stato assolto. Gianfranco Pensavalli