Monnezzaro di Castelvetrano, quelli del “non sa chi sono io”

Sono i prepotenti del sacco nero. Quelli che se l’operatore non vuole ritirarsi l’indifferenziata, perché magari contiene anche materiale che invece andrebbe separato (organico, plastica, ecc), reagiscono male. “Lei non sa chi sono io!” si è sentito rispondere da un consigliere comunale l’operatore che ieri non intendeva portar via il sacco di indifferenziata, che indifferenziata non era per niente.

A riferirlo è l’assessore comunale Manuela Cappadonna  (dopo aver ricevuto tanto di relazione da parte dell’azienda Sager) che, condannando il tipo di comportamento, ha affermato che “Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere da esempio a tutti. Sono davvero allibita di fronte a tanta arroganza – ha continuato l’assessore – Sono gesti di inciviltà che purtroppo, per quanto limitati, avvengono quasi giornalmente a scapito di tutti coloro che invece differenziano in modo responsabile”.

Anche il sindaco Enzo Alfano, qualche giorno fa, era intervenuto con un video dalla sua pagina facebook. Aveva raccontato come, tempo fa, gli autocompattatori siano stati costretti a fare dietrofront, senza la possibilità di conferire in discarica. Il motivo: il rifiuto indifferenziato pieno di  organico, plastica, vetro… Ecco perché gli operatori avrebbero cominciato ad aprire i sacchetti per controllarne l’interno e, nel caso non ritirare il sacco già da davanti casa.

“Ciò che fa veramente arrabbiare è che a protestare siano stati i cosiddetti “notabili”  – ha sottolineato il sindaco – i quali avrebbero preteso comunque il ritiro”. E, di fronte al diniego dell’operatore, avrebbero pure cercato il favore di qualcuno che secondo loro avrebbe potuto intercedere presso l’azienda. Il problema è sempre lo stesso – ha aggiunto Alfano – ci saranno quei 200 personaggi che non intendono rispettare le regole, vanificando lo sforzo di tutti. Ma stavolta saremo duri. E ho bisogno dell’aiuto di tutti voi, che invece credete veramente al rispetto dell’ambiente e che la differenziata la fate per davvero”.

Più volte, “per riconferire i rifiuti presso la Trapani Servizi – racconta uno dei responsabili comunali del servizio – gli stessi operai si sono messi lì a separarli. Praticamente, mentre molti si facevano il bagno al mare o in piscina, gli operai sono stati costretti a farsi il bagno nell’immondizia per separare i rifiuti non accettati”.

E sempre nella giornata di ieri, si è registrata un’altra reazione. Una guardia carceraria, con lo stesso problema e la stessa pretesa, che avrebbe tirato fuori pure il tesserino. Il mantra è sempre quello: “Lei non sa chi sono io”. 

Ne abbiamo parlato con l’ingegnere Luciano Babos della Sager, l’azienda che si occupa dei rifiuti. “Reazioni fuori luogo – ha commentato – E quando si tratta di un membro di un organo politico, l’operatore si sente intimidito, quindi chiama i suoi responsabili. Che ovviamente gli dicono che se il materiale non è differenziato correttamente, non deve svuotarlo”.

“E’ incredibile che proprio chi in città ha dei ruoli delicati, non capisca che il circuito dei rifiuti oggi non regge se i rifiuti non vengono separati – ha continuato l’ingegnere – Questi episodi, per altro circoscritti, riguardano più il settore privato che quello commerciale e produttivo. Ad ogni modo, devo dire che la stragrande maggioranza delle persone di Castelvetrano partecipa in modo responsabile. Chi invece rappresenta un freno per il miglioramento sarà intorno al 10 per cento. Ma li beccheremo. Nel caso di rifiuti abbandonati, è spesso accaduto di guardare bene nei sacchetti, trovando elementi identificativi che abbiamo poi girato ai vigili urbani”.

La cosa inquietante è che comunque non si tratta di un fenomeno nuovo. Questi resistenti della differenziata c’erano anche negli anni passati. Alfano oggi li chiama “notabili”. Ieri il commissario straordinario Salvatore Caccamo, li chiamava “insospettabili”. Il rimedio a questo punto, non può che essere la sanzione. E, se “sbaglia” il politico, la multa dovrebbe essere raddoppiata. Poi, magari, se tenta di usare impropriamente il proprio ruolo, triplicata.

Il nome del consigliere comunale è ancora sconosciuto. Tutti sono restii a farlo, forse per evitare strumentalizzazioni politiche. Ma potrebbe essere questione di tempo. Sappiamo per certo che appartiene alla minoranza.

Non mettiamola sul piano della minoranz ao della maggioranza. I prepotenti, che si trovano ad ogni latitudine, non hanno colore politico, ma soltanto la faccia tosta. Chi non ha rispetto per chi lavora non merita la minima considerazione.