Oggi è il 1° di agosto: ricordi dolci e amari si intrecciano in un mese di festa!

Da giovani, per noi orlandini, il mese di agosto rappresentava nel nostro immaginario che s’incrocia con la realtà, tempo di mare, di bagni, degli incontri casuali e spesso fortunati e delle serate trascorse alla balera “La Tartaruga”, in quell’incanto che per noi era il Borgo Marinaro di San Gregorio.
Ed era anche il piacere di ascoltare la musica e le canzoni in voga dell’unico Juke box che stazionava all’ingresso del piccolo bar della signora Genoveffa: Sarino lo ricorderà certamente meglio, anche se i suoi anni sono di meno di chi scrive. E, attraverso quell’apparecchio che irradiava canzoni alla moda, bastava infilargli una monetina e da lì cominciammo a conoscere i vari Bindi, Fidenco, Paoli, Fontana, Vianello, Mina, Jenny Luna, i Platters e tanti altri ancora che nitidi, tutti loro attraversano la nostra mente.
E ricordiamo anche Domenico Modugno che, dopo aver vinto il Festival di Sanremo con la sua celeberrima “Nel blu dipinto di blu”, quell’estate venne alla Tartaruga per cantare soltanto otto canzoni e per riscuotere ben quattro milioni di lire, cifra ritenuta immensa. La delusione per quella tirchia esibizione fu parecchia in tutti noi.
E rammento anche la serata che vide protagonista Jhonny Dorelli con la sua meravigliosa voce che ricordava molto quella di Frank Sinatra che, ad un certo punto mentre cantava, sbuffò a ridere perchè una signora di Capo d’Orlando, la nostra cara Elena, lo aveva invitato a ballare e al rifiuto, garbato ma deciso di Dorelli, lo apostrofò con un perentorio: “assassino”! Alla fine del brano e prima di ricominciare con quello successivo, dopo essersi educatamente scusato, un vero gentiluomo, divertito raccontò quel piccolo episodio che venne sottolineato con un caloroso applauso da parte del numerosissimo pubblico presente.
Per tralasciare i ricordi che mi accompagnano del nostro Gino Paoli che per circa un mese, si esibì con la sua band in quella meravigliosa balera gradito ospite di Luciano nella villa di San Gregorio, durante la quale, era il 1962, scrisse “Sapore di sale” che, ancora oggi, tutto il mondo canta. Ecco, tutte cose molto semplici, aspettavamo il mesi di agosto per vedere su quel palco della Tartaruga i protagonisti della musica leggera italiana come quel Peppino di Capri che cantò per oltre due ore di filato tutte le canzoni del suo repertorio e che, rammentiamo, come la serata più bella ed interessante di tutte le estati tartarughine.
Oggi, invece, purtroppo, nulla ma davvero nulla è come allora. Gli anni che volano, il coronavirus che prepotentemente e sinistramente si fa risentire facendo alzare non solo i contagi ma anche la preoccupazione in tutti noi, sono solo alcune fonti di motivata preoccupazione. Intanto, se possiamo, facciamo finta di nulla e per quanto complicato, godiamoci il mese di agosto 2020 che comincia proprio oggi. Anche senza la Tartaruga!