Adrano

Il sindaco di Adrano chiede scusa al giornalista Salvo Sidoti

Con un gesto assai apprezzabile il sindaco di Adrano Angelo D’Agate ha chiesto scusa ieri al giornalista Salvo Sidoti, da lui duramente attaccato sui social per un articolo su La Sicilia nel quale si dava conto del ‘rodeo’ quotidiano dentro la villa comunale. Come informa l’emittente TVA, ieri pomeriggio il sindaco D’Agate ha invitato Sidoti nella sede comunale e gli ha chiesto scusa per quanto successo.
D’Agate ha ammesso di avere reagito in maniera esagerata e di avere scritto quelle parole sul proprio profilo social in un momento di “tensione e di difficoltà per l’amministrazione comunale, che quelle parole non volevano essere un attacco al giornalista, né al giornale e a nessuno altro ma, anche se in modo sbagliato, intendevano solo salvaguardare l’immagine della città”.
Il primo cittadino ha anche ammesso di avere sbagliato per le offese rivolte al giornalista Sidoti, corrispondente del quotidiano e direttore di TVA e, per questo, da lui accusato di avere due padroni.
D’Agate ha espresso “stima nei confronti di Salvo Sidoti sia sotto l’aspetto umano e professionale”. Il giornalista ha accettato le scuse del sindaco.
Nel Tg di ieri, la televisione adranita ha dato conto delle scuse rivolte al proprio direttore dal sindaco. E lo
ha fatto dopo la lunga serie di reazioni che hanno scatenato le parole “dal sen fuggite” di D’Agate.
Caustico e lapidario un commento di Salvo Sidoti secondo il quale, con questa uscita infelice, il sindaco D’Agate s’è firmato da solo la mozione di sfiducia. E’ vero, infatti, che mai come in questi giorni il livello minimo di popolarità del sindaco è colato a picco.
Va detto, però, che la decisione di D’Agate di chiedere scusa al giornalista fa onore al primo cittadino e merita rispetto. Chi conosce bene Angelo D’Agate, del resto, sa bene che garbo e modi affabili sono caratteristiche umane che caratterizzano il suo tratto umano. La sua ‘alzata d’ingegno’, solitaria e scoordinata, è da collegare alla situazione stagnante e improduttiva che vive la città a due anni dall’insediamento dell’amministrazione.
D’Agate e i suoi collaboratori in giunta dicono di vedere una situazione in movimento, tutto il resto della cittadinanza assiste, invece, a un ‘cupio dissolvi’ della città che un tempo è stata esempio di vitalità amministrativa. Caso unico e inspiegabile, poi, in tutto il globo terracqueo, il sindaco ha deciso di non comunicare all’esterno. Ciò che la sua amministrazione progetta, promuove e realizza non passa attraverso i canali tradizionali di comunicazione.
Una ‘omertà’ che non può e non deve appartenere al ruolo di sindaco e che, a volerla interpretare, si
spiega probabilmente con l’esigenza di far parlare i fatti. Ebbene, la città di Adrano attende inutilmente da oltre 2 anni che il sindaco D’Agate indichi agli adraniti l’orizzonte di senso che ha scelto di dare alla
propria città.
Ciò di cui hanno contezza i cittadini, invece, è la scelta dell’amministrazione di tirare a campare senza avere in tasca un progetto di città. D’Agate è ‘muto’ e i fatti non parlano per lui. Un quadro desolante che troppo spesso si riflette sulla mai incisiva azione dei consiglieri comunali. In questo deserto si capisce per quale ragione perfino un sindaco dai nervi saldi vada su tutte le furie e perda la calma.