Interrogazione dei Consiglieri di minoranza Gazia e Liotta su acquisizione al patrimonio indisponibile comunale

L’ennesima interrogazione dei Consiglieri comunali di Capo d’Orlando, Sandro Gazia e Linda Liotta dimostra, se mai ve ne fosse bisogno, che alcuni problemi che il paese vive ormai da tempo immemore, si sono talmente incancreniti che, secondo gli interroganti e secondo il buonsenso della gente, occorrerebbe cambiare passo e registro. E dal momento che in circa 45 anni le colline del Semaforo sono state continuamente terra di conquiste da persone che della salute dei cittadini non gliene importa nulla, si continuerà, ne potete stare certi, a vivere nell’anarchia più assoluta. E chi avrebbe necessità per un pezzo di terra oppure un’altra antenna da installare al Semaforo, che diamine, non si nega proprio a nessuno.
P. S.
A cavallo tra gli anni 70/80, a Capo d’Orlando si registrò il boom delle radio libere. Se ne contavano ben 4: Radio Antenna, Radio Play, RTT e Radio Incontro. La prima con capitale prevalentemente democristiano. La seconda di estrazione fascista e la terza etichettata come “i servi” del PCI. Radio Incontro, dediche e canzoni, cioè, qualunquista. Era lo stesso numero di radio private che c’era in tutta la regione del Val d’Aosta che contava, però, non 10.000 anime come Capo d’Orlando, ma un milione di abitanti. E da lì partì la deregulation delle antenne selvagge.

I Consiglieri comunali Gazia a Liotta, hanno deciso di non fare appisolare sindaco e Consiglio e trasmettono un’altra interrogazione con carattere di urgenza dall’oggetto: acquisizione al patrimonio indisponibile comunale, tramite espropriazione, di terreni siti in località Castellaccio/Semaforo e mancata stipula del contratto per il canone di concessione/locazione alle aziende che ivi detengono impianti generanti CEM (Campi elettromagnetici) a qualsiasi titolo. I sottoscritti Consiglieri comunali, Sandro Gazia e Linda Liotta, ormai avviati sulla strada lastricata di buche, ricordano che per tale espropriazione venivano liquidate le due Ditte proprietarie con gli importi di € 36.182,60 ed € 8.029,20, per un totale di spesa di € 44.211,80; la nota di trascrizione presso l’Agenzia del Territorio avveniva in data 22/06/2005. Il testo:

  • tale terreno veniva assegnato, in diritto di superficie, alla Ditte
    richiedenti, titolari delle concessioni ministeriali per l’installazione e
    l’esercizio di impianti di radio diffusione sonora e televisiva privata di in ossequio alla n. 223 del 1990;
  • negli atti propedeutici all’esproprio si legge testualmente: <<il
    costo dell’esproprio verrà recuperato con il rilascio delle singole
    concessioni, le quali restano subordinate al preventivo pagamento dei
    titolari delle stesse di un canone di concessione, determinato ai sensi del D.P.R. n. 255 del 1992.
    considerato che:
  • in tale area insistono oltre ad impianti di radio diffusione sonora e televisiva anche Stazioni Radio Base per telefonia mobile;
  • delle 10 ditte affittuarie dell’area espropriata, risultanti alla data del 31.10.2003, 7 (sette) hanno versato, cadauna, a titolo di “canone di concessione per l’assegnazione in diritto di superficie” la somma di € 5.961,54. Il canone complessivo di concessione si sarebbe dovuto determinare, nel suo valore definitivo, sulla base del costo sostenuto dall’acquisizione dell’area e della durata della concessione. L’iter a tutt’oggi non è stato completato.
  • dalla data di espropriazione ad oggi, sono trascorsi oltre quindici anni, in atto risulta sottoscritto – dalle ditte che detengono a qualsiasi titolo strutture CEM nel sito inoggetto – un solo contratto di locazione in data 13/04/2006, rinegoziato in data 19/10/2016 per un importo pari a € 4.952,00 annui;
  • il sito in oggetto è “tristemente noto” per l’eccessiva ed ingiustificata presenza di“antenne” e per il continuo sforamento dei limiti di emissioni di campi elettromagnetici, già certificato dall’ARPA;
  • considerando i canoni annuali medi di affitto di terreni privati ove sono allocate altre antenne nel territorio comunale, è facile calcolare che il mancato (ingiustificato) introito per le casse comunali si aggira su cifre a sei zeri;
  • tale stato di cose determina danno erariale;
    quanto sopra premesso e considerato interrogano la S.S. per conoscere e/o sapere:
  1. quante e quali sono le Ditte che, dal 2005 ad oggi, hanno usufruito gratuitamente del terreno comunale in questione, il cui esproprio è stato pagato dai cittadini orlandini;
  2. quali sono i motivi che hanno impedito per quindici anni di attivare/perfezionare i contratti per il canone di concessione/locazione;
  3. se su alcuni tralicci coesistono antenne in “cositing” di più operatori;
  4. quando la S.S. vorrà attivarsi per sottoscrivere i contratti per il canone di concessione/locazione in questione, procedendo contestualmente al recupero del mancato introito quantomeno dell’ultimo quinquennio;
  5. se non ritiene che questa possa essere l’occasione per richiedere la delocalizzazione delle numerose antenne che insistono in quel sito, di proprietà comunale, occupato senza titolo alcuno dalle Ditte proprietarie dei tralicci.

Si chiede risposta scritta entro i tempi previsti dallo Statuto e dal Regolamento e l’inserimento all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale. Con riserva di trasmettere gli atti alla Procura regionale presso la Corte dei Conti in caso di mancato tempestivo adempimento.