Boschi di Caronia

Caronia due super periti al lavoro. Nell’incidente la chiave per arrivare alla verità.

Un caso quello dell’incidente di Caronia nel quale hanno perso la vita la dj Viviana Parisi e il figlio Gioele di appena quattro anni che, non farà dormire sonni tranquilli al capo della procura della Repubblica di Patti, il puntiglioso Angelo Cavallo, fin quando non verrà alla luce il giallo che circonda la morte della mamma e del piccolo. E la chiave del mistero di Caronia potrebbe essere nascosta nell’incidente.
Saranno due super periti ad accertare la dinamica dei fatti: sono Santi Mangano e Roberto Della Rovere i periti nominati dalla procura di Patti. Compito non facile ma dovranno accertare la dinamica dell’incidente dello scorso 3 agosto di Viviana Parisi, trovata poi morta nelle campagne di Caronia.
“Ci è stato conferito l’incarico per ricostruire la dinamica del sinistro e nei prossimi giorni perizieremo i mezzi e i luoghi e risponderemo ai quesiti del pm sulla dinamica del sinistro e le integrazioni chieste dagli avvocati di parte”, dicono i due consulenti.
“Faremo una perizia ai mezzi sotto sequestro e andremo anche sui luoghi per fare una perizia nella sede autostradale, tutto questo non avverrà lunedì come si era pensato in un primo tempo, ma comunque la prossima settimana. Concorderemo l’inizio delle nostre perizie quando finirà la polizia scientifica di eseguire altri accertamenti. Non abbiamo visto né i mezzi, né i luoghi, ma solo acquisito parte della documentazione di natura tecnica. Dobbiamo esaminare il fascicolo per vedere cosa è di nostra competenza. Ci sono stati assegnati 90 giorni”.
Ma al vaglio non c’è solo l’incidente. Le indagini riguardano anche il tablet e il telefonino di Viviana. Lo spiega l’avvocato Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello marito di Viviana Parisi. “Il quesito posto dal procuratore Cavallo per gli accertamenti sul tablet e telefonino riguarda le ricerche che Viviana potrebbe aver fatto sul computer, ad esempio se ha cercato la Piramide della Luce dove sembra fosse diretta, o altri luoghi. Poi bisognerà verificare la messaggistica e le telefonate”.
Il procuratore Angelo Cavallo ha conferito il mandato al consulente Antonio Consalvi. “Noi legali della famiglia – aggiunge l’avvocato – abbiamo chiesto di sapere se, dopo il sequestro, tablet e cellulare sono stati accesi”.