“Sold out” dei dormitori comunali: ora per entrare c’è la lista d’attesa

“Sold out” dei dormitori comunali: ora per entrare c’è la lista d’attesa. Sessanta le persone che chiedono di trovare un letto, 57 quelle ospitate durante il lockdown. In tutto ci sono 144 posti nelle sei strutture, 48 in più rispetto all’era pre-coronavirus.
Sono sessanta le persone che chiedono di trovare posto nei dormitori comunali di Palermo. Sei spazi che durante il lockdown sono diventati delle vere case per i senza dimora. Segno che l’emergenza sociale legata alla pandemia non è mai finita e che il lavoro fatto dagli assistenti sociali nei mesi in cui era vietato stare in strada ha determinato un’inversione di tendenza.
“Adesso sono loro che ci chiedono la possibilità di lasciare la strada, palesano questa volontà, prima sarebbe stato impensabile. Per noi è una scommessa vinta “, dice Anna Provenzano che si occupa di marginalità adulta alle Attività sociali del Comune. In tutto ci sono 144 posti nei dormitori, tutti occupati, 48 in più rispetto all’era pre Covid. Intanto, infatti, sono stati attivati altri due spazi, ciascuno di 24 posti: il polo Domus Carmelitana a Ballarò e il polo Palagonia nella zona di corso Calatafimi, diventata una casa per chi deve scontare gli arresti domiciliari e non ha una residenza. Ma servono ancora posti. Ecco perché il Comune ha già in cantiere due convenzioni con dormitori privati per altri 48 posti e ha lanciato il bando per attivare due strutture dove accogliere 20 donne vittime di violenza e della tratta.
Durante il lockdown i dormitori hanno registrato 57 nuovi accessi. Persone, cioè, che per la prima volta si sono rivolte al servizio sociale per trovare un tetto. Soprattutto pensionati, padri separati, giovani migranti, stranieri fuori dai circuiti degli Sprar, persone che hanno non hanno più potuto lavorare in nero e hanno perso il guadagno che gli permetteva di pagare l’affitto di una casa o anche di una stanza. Le 60 persone in attesa rispondono più o meno agli stessi profili. Le segnalazioni al Comune arrivano dalle unità di strada o dai singoli cittadini.
Dalla prossima settimana, dopo l’intervento di sanificazione, riaprirà la Casa di Aldo in via Messina Marine, che a differenza degli altri spazi è un dormitorio di primo livello, cioè accoglie le persone soltanto durante la notte. Gli altri, invece, sono aperti ventiquattro ore su ventiquattro. Oltre alla Casa di Aldo, il Comune durante il lockdown e subito dopo ha attivato altri due poli che accolgono in tutto 48 persone che si aggiungono ai dormitori che già esistevano: polo San Carlo vicino a piazza Rivoluzione, polo Agape in piazza Santa Chiara, polo San Francesco in pieno centro storico. ” Stiamo lavorando nel rispetto delle prescrizioni del momento – dice Marco Guttilla, responsabile del progetto Pon dei dormitori comunali – Non è facile che tutte le persone accettino le regole vigenti, ma dopo il grande lavoro fatto nei mesi scorsi, la realtà dei dormitori, ripensata in virtù dell’emergenza, sta funzionando”.