Musumeci si schiera per il No al referendum: “Vanno tagliati i privilegi, non gli eletti. Votare Sì è una follia”.

Il Governatore parla anche del caso migranti, attaccando a testa bassa – pur non citandolo mai – anche l’arcivescovo di Palermo: “Seguaci di Zingaretti o Di Maio con la tonaca viola”. “Votare no al referendum è un omaggio alla mia coscienza, ma credo che sia un omaggio alla coscienza di tutti coloro che nel nostro movimento credono nel valore della democrazia”. Dall’assemblea di Diventerà Bellissima ad Agrigento, organizzata dalla presidente della commissione Ambiente Giusi Savarino per fare il punto sul programma del movimento e anche per lanciare la volata al candidato sindaco del centrodestra Marco Zambuto, il presidente della Regione Nello Musumeci posiziona il suo movimento sulle posizioni del no al taglio dei parlamentari: “Voi – dice rivolto ai dirigenti e ai militanti – pensate che possa albergare in qualcuno di noi l’idea di potere sposare le follie populiste e demagogiche dei grillini? Perché se tagli 200-300 parlamentari quelli che restano sono migliori? Non possiamo mai diventare complici di questa follia: vanno tagliati i privilegi degli eletti. L’eletto dal popolo è sacro, non si
elimina. La democrazia non è un costo”.
Musumeci, però, parla ovviamente anche del caso migranti. Attaccando a testa bassa – pur non citandolo mai – anche l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice: “La sorte post-sbarco di questa gente disperata – dice Musumeci – non importa neanche a qualche rappresentante della Chiesa cattolica. Poi non vi chiedete perché la gente si allontana. Se cerco un prete e trovo un seguace di Zingaretti o di Di Maio, anche con la tonaca viola (quella indossata dai vescovi, ndr), la gente dice ‘Cristo me lo prego a casa mia’”. Il resto è ovviamente un attacco al governo nazionale, accusato di essere impreparato con una posizione che l’assessore alla Sanità Ruggero Razza, prima del governatore, aveva già declinato con un esempio: “Si è manifestata l’inadeguatezza di chi guida il più importante ministero per la sicurezza dei cittadini – scandisce Razza riferendosi alla titolare del Viminale Luciana Lamorgese – una persona che ancora non chiede scusa. Il ministro dell’Interno la parola ‘scusa’ non è stata capace di pronunciarla”.
E’ la prima volta che dissento totalmente sull’endorsment per il No con il mio presidente Musumeci che, pur essendo dalla parte opposta alla sua dal punto di vista ideologico, l’ho votato per rispondere anche e, soprattutto, alla mia coscienza. Quando Musumeci dice che bisogna tagliare i privilegi e non gli eletti in un sol colpo tagliando gli eletti automaticamente non elimini anche i privilegi?
Secondo punto: Il presidente, uomo e politico di alto livello, non può dire che votare Sì al referendum è da folle. Allora, mi sono chiesto: ero folle anche quando ho scritto Musumeci sulla scheda o lo sono diventato improvvisamente e, quindi, savio allora e folle adesso?
Con l’affetto e la stima di sempre.