Tra granite e gelati riecco le smerge della Valle del Niceto

Raccolta solitamente tra luglio e agosto, è caratterizzata dalla pelle liscia, la polpa bianca, il profumo all’olfatto e dolcezza al gusto. Inoltre, «le caratteristiche pedo-climatiche e colturali tipiche dell’aria di diffusione, conferiscono alla” Sbergia “delle peculiarità organolettiche non riscontrabili nelle produzioni di altre località. Tuttavia il prodotto si deteriora rapidamente e gli alberi che lo fruttificano sono molto esigenti in fatto di difesa parassitaria, potatura e sostegno rami. Attualmente la Sbergia viene prodotta su una superficie stimata tra i 75 e i 90 ettari con una produzione media globale annua di circa 8000 tonnellate. Il mercato di commercializzazione è limitato alle provincie di Messina, Catania e Reggio Calabria ma, proprio ieri, Cettino Giorgianni ha ricevuto richieste da Lamezia, dagli Usa e dai mercati friulani e, a causa delle modeste dimensioni delle superfici coltivate, le produzioni non riescono a soddisfare le richieste di mercato. Il ricavo lordo si aggira tra 800.000 e 1,5 milioni di euro su tutto il comprensorio di diffusione ma 30 anni fa, insieme alle patate novelle, fece ricco il territorio.

Oggi i giovani preferiscono dedicarsi ad altri lavori e, inoltre, i migranti non sanno raccogliere questo frutto che, abbinato al moscato, rappresenta un antipasto celestiale. Il movimento GOL , guidato da Luigi Barbera, ha in mente di muovere le giuste pedine per meglio attenzionare il Niceto e le smergie, che sembrano interessare anche la pentastellata Barbara Floridia. Dopo anni di silenzi e scarsa vocazione per un coordinamento che apra mercati importanti, sembra arrivato il momento giusto per gratificare un territorio che potrebbe abbinare turismo di nicchia non solo enogastronomico. E la politica, stavolta, si muove.