Servizio idrico

Capo d’Orlando, ritorno al passato: Come negli anni ’50

Negli anni ’50 la comunità orlandina, priva di un acquedotto di tal nome, era costretta un giorno sì e l’altro pure, a fare i conti con la drammatica penuria d’acqua. Fino a quando un’amministrazione di sinistra scrisse la parola fine ad una situazione, che definire da terzo mondo, non appaia del tutto esagerata.
Questo per dire che non siamo ancora tornati del tutto a quel tempo ma, stando al prezioso liquido che “scorre” dai rubinetti delle civili abitazioni, sembra si stiano facendo le prove generali per riportare le lancette dell’orologio indietro di 50 anni.
E’ vero che ieri operai e tecnici hanno lavorato tutto il giorno per individuare la perdita alla conduttura che porta l’acqua nelle abitazioni dei cittadini di Capo d’Orlando per cui molto probabilmente l’erogazioone sarà interrotta dalle prime ore di oggi, venerdì 11 settembre. Cosa che, puntualmente si è verificata.
E’ lapalissiano che perdurando tale situazione, l’amministrazione comunale dovrebbe avere a cuore la soluzione del problema e correre ai ripari. Ma non come si è fatto fin’oggi correndo a vuoto per tamponare oggi quìidomani là le falle che si aprono in un acquedotto che meriterebbe tutt’altra attenzione. Non sole le zone di Bruca, Trazzera Marina, Forno e Malvicino soffrono per i continui disguidi ma anche in centro la situazione non è affatto migliore rispetto al resto del paese.
La condotta che va dalla via Torrente Forno ai serbatoi dei pendici del monte della Madonna, è obsoleta e, come abbiamo ricordato, risale alla fine degli anni ’50. Una condotta in cemento ed amianto che tutte le amministrazioni da allora ad oggi, hanno fatto poco o nulla per un radicale cambiamento dell’impianto. E consideriamo che in ballo, c’è anche la salute dei cittadini. Oggi, servirebbero dai 12 milioni ai 13 di euro per rifare la nuova conduttura.
Stando alle voci di corridoio che circolano negli ambienti locali, sembrerebbe che il sindaco abbia intenzione di rivolgersi all’Ato idrico di Messina. Che risposte darà questo carrozzone non lo sappiamo ma considerato i precedenti, consigliamo ai pazientissimi orlandini, di mettersi il cuore in pace e convivere con questi disagi. La ben nota e decantata vocazione turistica del paese, impone anche questo sacrificio. Non lo sapevate?