Ospedale Patti

Barone Romeo di Patti, dg Asp di Messina: “Nessuna chiusura punto nascite”.

Il dg Asp di Messina La Paglia sul taglio punto nascita all’ospedale di Patti afferma che: nessun provvedimento temporaneo che penalizzi l’ospedale Barone Romeo. “L’Ospedale di Patti e i suoi servizi di eccellenza – Emodinamica ed Utin – non corrono alcun pericolo, nessun servizio è stato chiuso ne verrà chiuso. Gli Ispettori del Ministero della Sanità, dopo il sopralluogo del 24 ottobre a seguito del decesso di una puerpera, hanno disposto un provvedimento temporaneo prudenziale di gestione delle gravidanze a rischio e hanno richiesto una serie di interventi tecnici.
Dopo la notifica del provvedimento l’Assessorato Regionale della Salute ha subito attivato un tavolo tecnico con l’ASP di Messina per prevedere congiuntamente un cronoprogramma di interventi che darà seguito alle prescrizioni ministeriali.Verrà attivata una commissione regionale di esperti che, dopo la verifica tecnica, farà presente al Ministero l’alta professionalità e la qualità delle attività sanitarie erogate all’Ospedale di Patti anche nella gestione delle gravidanze a rischio. L’ASP di Messina già nei mesi precedenti aveva inoltrato proposta per elevare l’Ospedale di Patti da Ospedale di Base a DEA di I livello.“
E’ il direttore generale dell’Asp Paolo La Paglia a chiarire direttamente qual è il percorso del punto nascita del Barone Romeo di Patti, dopo le reazioni alla chiusura dell’Unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale. Chiusura che ha preoccupato il personale, le sigle sindacali e i rappresentanti locali, a partire dal sindaco della cittadina nebrodense Mauro Aquino, che si era detto “esterrefatto”.
Il dg La Paglia risponde alle polemiche parlando dunque di una chiusura temporanea, e di interventi di adeguamento programmati, ma ancora da definire insieme alla Regione. Al momento però il disagio rimane e riguarda un comprensorio molto vasto, considerato che all’ospedale di Sant’Agata di Militello il punto nascita è definitivamente azzerato. La chiusura dell’Utin ha ripercussioni anche su ginecologia e ostetricia che, ad oggi, non può trattare casi di gestanti con parti inferiori alle 34 settimane.
Non abbiamo motivo di dubitare nè dell’impegno del dg Paolo La Paglia nè dell’Assessore regionale alla sanità, Ruggero Razza, ma visti i precedenti che riguardano gli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto e Mistretta, fanno tenere alto il livello di preoccupazione.