A Messina baruffe comunali per un albero spezza+to e i danni al tram

Dalle baruffe veneziane di Goldoniana memoria alle diatribe messinesi all’interno del Comune. Tutto nasce dal ramo spezzato di un albero sulla centralissima Tommaso Cannizzaro, proprio all’angolo col viale San Martino che domenica è caduto sulla vettura di una ragazza

Saverio Tignino, consulente per il verde urbano dell’amministrazione, sostiene che il ramo sia stato spezzato da una vettura del tram, sulla scorta dei filmati delle telecamere di sorveglianza visionati dalla Polizia municipale. “Non si tratta di un cedimento strutturale della pianta”, ha sottolineato Tignino “Dall’analisi non risulta che il ramo sia caricato o degradato da fitopatie”.

Non la pensa così Pippo Campagna, presidente dell’Atm. “La caduta del ramo dell’albero in via Tommaso Cannizzaro, non è in alcun modo riconducibile all’eventuale urto determinato dal transito delle vettura tranviaria, in quanto il ramo presentava già segni di danneggiamento nella corteccia in prossimità delll’attaccatura al tronco dello stesso albero”,replica. “Tali segni sono riconducibili, con ogni probabilità, ad un urto con veicolo terzo (mezzo pesante) che ha transitato nella corsia stradale a ridosso dello stesso marciapiede in cui è ubicato l’albero”, continua.

Campagna, nella sua ricostruzione, non nega che possa essere stato l’impatto col tram a danneggiare ulteriormente il ramo che poi è caduto, ma rispedisce al mittente l’ipotesi che la responsabilità sia della vettura e quindi dell’azienda trasporti, puntualizza come il tram abbia subìto (e non provocato) l’impatto con l’albero, e punta il dito verso la mancata manutenzione degli alberi: “ATM S.p.A. non ha alcuna competenza relativamente alla cura del verde pubblico, a maggior ragione di un albero posto sul marciapiede con interposta una corsia per il transito dei veicoli a distanza di oltre 5 metri dalla corsia tranviaria“, spiega.

Non solo. Oltre la beffa, c’è anche il danno: ventimila euro circa per il pantografo (quella specie di “antenna” con cui il tra intercetta l’elettricità dai cavi in alto che serve per la propulsione), divelto dopo l’impatto col ramo penzolante, e per il rimorchio del tram al deposito perchè impossibilitato a proseguire senza corrente elettrica. “Si rappresenta, inoltre, che i pantografi tranviari sono muniti di struttura tubolare di alluminio tale da autodanneggiarsi e contestualmente evitare rischi per la linea di contatto e/o provocare abbattimenti di alberi a sbalzo di oltre 5 metri e con diametro del fusto di 20 cm e con peso pari a circa un quintale del tipo di quello sito in via Tommaso Cannizzaro”. Dunque, l’Azienda Trasporti chiede 20.000 euro al Comune, azionista al 100% di Atm. Bizzarro, no?

“Apriremo il sinistro e poi la nostra assicurazione vedrà a chi rivolgersi per il risarcimento del danno”, ha chiosato Campagna.