Enzo Bianco

La Corte dei Conti infligge 10 anni di interdizione all’ex sindaco Bianco

Enzo Bianco, gli assessori da lui scelti e i revisori dei conti sono responsabili del dissesto di Catania. Per loro, dunque, scatta l’interdizione per 10 anni: per questo periodo, dunque, l’ex sindaco di Catania non potrà rappresentare istituzioni né candidarsi alle cariche di sindaco, presidente della Regione, consigliere comunale e deputato di qualsiasi livello, mentre diversi esponenti di punta del centrosinistra di Catania come Luigi Bosco, Orazio Licandro, Angelo Villari, Valentina Scialfa e altri non potranno essere assessori e i revisori dei conti in carica fra il 2013 e il 2018 non potranno esercitare questa funzione per cinque anni.
Per tutti scatta anche un risarcimento – però tutto sommato modesto – al Comune di Catania: si va dai 14.274 euro chiesti ai revisori Francesco Battaglia, Massimiliano Lo Certo e Calogero Cittadino ai 51.112 euro contestati a Marco Consoli. La decisione è stata assunta oggi dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti, che si è pronunciata sul dissesto proclamato alla fine del 2018 accogliendo in toto le richieste della procura. Le indagini sono state condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria.
Il giudice Salvatore Grasso si è pronunciato sulle sorti di 16 persone. Nel mirino della Corte dei conti, oltre a Bianco, anche i suoi ex assessori Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Giuseppe Girlando, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Salvatore Di Salvo, Marco Consoli, Angelo Villari e Valentina Scialfa e i suoi ex revisori dei conti Natale Strano, Calogero Cittadino, Fabio Sciuto e Francesco Battaglia. Agatino Lombardo, Salvatore Andò e Florentino Trojano escono invece indenni dalla pronuncia.