Chiesa madre di gela

Extra fines a Gela, depositate le sentenze di condanna

Il termine era stato prorogato per consentire ulteriori approfondimenti, dopo che la decisione era stata emessa lo scorso marzo. Sono state depositate le motivazioni della sentenza di uno dei filoni principali scaturiti dall’indagine antimafia “Extra fines”. Una decisione, pronunciata dal gup del tribunale di Caltanissetta Graziella Luparello, che ha fissato in venti anni la  detenzione del  sessantenne Salvatore Rinzivillo, ritenuto a capo dell’omonimo gruppo di Cosa nostra ldi Gela. In totale, già lo scorso marzo, vennero pronunciate condanne per oltre cento anni di detenzione. Oltre alla decisione nei confronti del presunto boss, che avrebbe ricevuto i gradi del comando dai fratelli ergastolani Antonio Rinzivillo e Crocifisso Rinzivillo, la sentenza ha imposto tredici anni e quattro mesi di detenzione all’avvocato Giandomenico D’Ambra, ritenuto vicino a Rinzivillo negli affari a Roma; dodici anni e dieci mesi di reclusione per Ivano Martorana, considerato referente in Germania, soprattutto per il traffico di droga; undici anni a Gaetano Massimo Gallo e due anni e otto mesi a Giuseppe Flavio Gallo (nei suoi confronti il pm aveva chiesto l’assoluzione); dieci anni e otto mesi ciascuno, inoltre, a Filippo Giannino, Emanuele Romano, Alessandro Romano, Aldo Pione e Rosario Pione. Dieci anni al carabiniere Marco Lazzari e a Rolando Parigi. Anche nella motivazione, tutti gli imputati (che hanno scelto il rito abbreviato) vengono collegati a Rinzivillo e alla presunta strategia per ricostruire il gruppo di mafia, capace di muoversi fuori dai confini siciliani, con base di riferimento a Roma e collegamenti ben avviati all’estero.