Questore di Palermo

Il Questore di Palermo, Renato Cortese, lascia dopo la condanna

Il capo della polizia sostituirà il questore di Palermo Renato Cortese in seguito alla sentenza: cinque anni per il giallo Shalabayeva. Il presidente della Camera Fico: “Aspettiamo l’appello, ma va fatta chiarezza fino in fondo”. Solidarietà dall’associazione funzionari.
Dopo la condanna di Perugia, per il caso Shalabayeva, il questore Renato Cortese lascerà Palermo. Dal vertice della Polizia di Stato osservano che «non ci sono obblighi di sostituzione, dato che si tratta di una sentenza di primo grado, ma solo ragioni di opportunità». Lo stile del capo della Polizia Franco Gabrielli è stato sempre quello di grande rispetto per le sentenze della magistratura.
Dunque, Palermo avrà un nuovo questore, l’avvicendamento potrebbe avvenire nel giro di qualche giorno. E, intanto, diventa un caso politico la condanna a 5 anni per Cortese (nel 2013 capo della squadra mobile di Roma) e per gli altri funzionari che si occuparono del rimpatrio in Kazakhstan di Alma Shalabayeva. L’accusa è sequestro di persona.
Il presidente della Camera Roberto Fico ha detto a “Radio anch’io”: «Vedo che c’è una giustizia che va avanti e si deve fare luce fino in fondo. Sono arrivate condanne importanti, aspettiamo l’appello, ma va fatta chiarezza su una pagina brutta della nostra storia». L’opposizione insorge. La senatrice di Forza Italia Fiammetta Modena, membro della commissione Giustizia, dice: «Ho grande rispetto per la magistratura italiana, ma sulla condanna di Renato Cortese per il caso Shalabayeva ho delle perplessità che non posso tacere».
In difesa dei poliziotti condannati arriva anche il segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Marco Letizia: «Queste condanne ci lasciano interdetti e profondamente amareggiati —
dice — Rispettiamo lo Stato di diritto e, coerentemente, attendiamo di leggere le motivazioni di una sentenza così dura e soprattutto confidiamo in una diversa interpretazione dei fatti in appello». La senatrice Fiammetta Modena si chiede ancora: «Siamo certi che sia dei funzionari condannati la
responsabilità diretta di quanto accaduto? Ci si è chiesti come mai degli ufficiali di polizia avessero fatto irruzione nella casa della moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov? Chi aveva deciso quell’operazione?». All’epoca, si era dimesso il capo di gabinetto del ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Cortese non commenta la sentenza. In aula, il suo avvocato, Franco Coppi aveva detto: «Ha sempre onorato il servizio, che Alma Shalabayeva rimanesse in Italia, fosse trattenuta o espulsa, erano questioni che per lui si possono definire assolutamente irrilevanti. Il suo interesse era un altro, quello di catturare una persona che oggi da tutti viene indicato come un martire ma che, in quel momento, veniva segnalato come un pericoloso delinquente». La sentenza è andata oltre le richieste dei pm. Una decisione a sorpresa per il poliziotto simbolo della riscossa dello Stato dopo le stragi del 1992: Cortese era arrivato a Palermo dopo la bomba di via D’Amelio, giovane funzionario assegnato alla sezione Volanti. Nel giro di qualche anno, trasferito alla squadra mobile, è stato il regista delle catture dei superlatitanti: da Brusca ad Aglieri, da Grigoli a Provenzano. Nel 2017, Renato Cortese era tornato a Palermo come questore.
Noi, come organo d’informazione, non entriamo nel merito della sentenza, abituati come siamo a rispettare le decisioni della magistratura. Che non è infallibile. Avevamo conosciuto ed apprezzato, attraverso il suo impareggiabile lavoro, il Questore di Palermo, Renato Cortese. Servitore dello Stato a tutto tondo, ha umanizzato da par suo la vita dei suoi poliziotti che in molti casi, hanno saputo mettersi in luce non soltanto per il loro valore estrinseco ma anche per la loro sensibilità. Non ultimo ricordiamo il caso del bambino della famiglia di Foligno che, grazie al loro tempestivo intervento, gli è stata salvata la vita.
Questa sentenza l’abbiamo presa come un pugno allo stomaco. Siamo accanto a Renato Cortese e, ne siamo certi, saprà farsi valere come nella vita di tutti i giorni, e dimostrare la sua buonafede e innocenza.