Altro sequestro ai danni dell’imprenditore Nino Giordano

Ancora un sequestro, eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nei confronti dell’imprenditore messinese, Nino Giordano. Dopo quello di ottobre da 6,5 milioni eccone uno da 205.000 euro. Alla base del provvedimento, secondo la Procura di Messina, operazioni inesistenti, fatture false e frode fiscale. Le indagini avrebbero portato alla luce una truffa da oltre due milioni di euro, che avrebbe permesso al noto imprenditore cittadino di realizzare una consistente evasione di Iva. In particolare, gli accertamenti eseguiti nel corso di una verifica fiscale condotta nei confronti di una società di pulizie, con importanti appalti in ambito nazionale, hanno consentito di acquisire elementi indiziari riferibili alla frode fiscale, per la quale la competente Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro del relativo profitto: una frode perpetrata da tre società, tutte con sede a Messina, appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale ci fa capo il messinese Antonino Giordano. Secondo l’accusa, dalla documentazione amministrativo-contabile della società di pulizie, che emetteva le fatture false, incrociata con i connessi flussi finanziari e con gli esiti di altri controlli, avrebbe consentito di scoprire lo schema ideato, finalizzato, per un verso, ad evitare il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta e, per altro verso, a costituirsi un credito inesistente. In pratica, le 3 società di Giordano – sostengono gli inquirenti – avrebbero gestito, di comune accordo e sotto un’unica regia, con finalità illegittime, le varie transazioni illecite.