Capo d’Orlando, quando la politica è un’altra cosa…

Siamo agli sgoccioli di un anno che entrerà nei guinness dei primati a causa di tutto quanto giri intorno alla dannata pandemia, e non solo. Fine anno, tempo di bilanci e riflessioni. A noi giornalisti tocca l’arduo compito di raccontare fatti e misfatti, e come sempre ci sforzeremo di farlo al meglio perchè ciascuno, se si vuol rendere migliore la società in cui viviamo, deve fare bene il proprio dovere. Magistrati, medici, impiegati, imprenditori, e politici, amministratori, sindaci, consiglieri, cittadini e revisori dei conti, insomma ogni persona dovrebbe svolgere con diligenza e onestà il compito che gli è stato assegnato. Dovrebbe, ciascuno, agire con umiltà, ma ahimè siamo ormai sommersi da arroganti sautafossa, da prepotenti dall’ingegno diabolico collocati ed intrufolati dappertutto. Infondo non si sta dicendo nulla di nuovo, di corruzione e frode sono pieni i libri di storia. Però, quel che ci preme, è che il nostro paese, come sempre abbiamo detto da questo giornale, Capo d’Orlando avremmo voluto fosse un’oasi felice ed incorrotta.

La fine dell’anno 2020 segna, per noi orlandini anche l’avvio di una campagna elettorale che porterà i cittadini ad esprimere la classe dirigente che amministrerà nei prossimi 5 anni una città in mezzo a tante crisi, non solo espressione dell’emergenza Covid-19. Abbiamo una crisi economica del tessuto imprenditoriale privato e delle famiglia, ma c’è anche la crisi delle casse comunali depredate. Dall’intrecciarsi delle notizie in ambito d’indagine giudiziaria degli ultimi mesi e dall’osservazione del succedersi nell’amministrazione Ingrillì di assessori, e di alcuni consiglieri entrati di diritto nell’intercettazione dei Magistrati del Tribunale del Riesame di Messina, sembra si stia delineando nitidamente la linea di partenza della campagna elettorale degli uscenti. … Si lo so, meglio, falli abituare, si legge in una delle 51 pagine di un’ordinanza piena di conferme che non avremmo mai voluto avere. Quindi, al di là di come finirà la faccenda nelle aule di giustizia, ormai una cosa è certa: Ingrillì ed i suoi compagni di cordata scenderanno compatti nel prossimo agone politico. E come dalla frase  …  troppu democrazia non funziona, ci vuole un po’ di dittatura – immaginiamo che, il gruppo di supporters di questa amministrazione in continuità rinnovata con cadenza quinquennale, si presenterà al vaglio degli elettori per chiedere la loro fiducia. Naturalmente, prima di farlo, si incontreranno nella solita sede per parlate di assetti amministrativi che rispondono alle loro esigenze e, se avranno tempo, e lo avranno certamente, parleranno di basket.