Carcere di Tolmezzo, guerra aperta tra un detenuto siracusano e la direttrice

E’ guerra aperta tra il detenuto siracusano Alessio Attanasio, 50 anni, e Irene Iannucci la direttrice della Casa Circondariale di Tolmezzo, che si trova in provincia di Udine. Dopo il reciproco scambio di querele (la direttrice accusa di diffamazione aggravata Attanasio per averla definita “una bestia criminale”, il detenuto ha denunciato la Iannucci per diffusione della pandemia all’interno dell’istituto di pena in quanto ha vietato l’uso della mascherina ai detenuti) Alessio Attanasio, sottoposto al 41 bis, ha presentato una nuova denuncia contro Irene Iannucci. Questa volta l’accusa che Attanasio muove alla direttrice del carcere è di omicidio in quanto la ritiene responsabile della morte per Covid-19 del detenuto Mario Trovato.
Nella denuncia, inoltrata alla Procura della Repubblica di Udine, al Magistrato di Sorveglianza di Udine, al Garante nazionale e al Garante regionale dei detenuti, al Prap Veneto e al Ministro della Giustizia, il boss Attanasio, laureato in Scienze della Comunicazione e laureando in Giurisprudenza, scrive: “Mario Trovato è stato ucciso dal Covid-19 contratto a causa della sciagurata gestione dell’istituto penitenziario, denunciata nove mesi addietro dallo scrivente. Vi è un nesso tra la morte del Trovato e le misure per la diffusione della pandemia adottate dalla Iannucci. A riprova di quanto affermato si allega un documento (verbale ricezione pacco del 26 agosto 2020 attestante il fatto che ancora alla fine di agosto 2020 venivano sequestrate le mascherine ai detenuti che volevano evitare il contagio annunciato, dal momento che per ordine della Iannucci molti secondini portavano la mascherina lasciando il naso scoperto, mentre altri non la portavano affatto, come testimoniano le immagini delle telecamere e come più volte denunciato a suo tempo dallo scrivente. Inoltre si allega un documento che attesta gli assembramenti in luoghi minuscoli (di quattro metri quadrati) – organizzati dalla Iannucci – ai cui partecipanti veniva vietato di indossare la mascherina come rivendicato dalla stessa con propria calligrafia e firma; per non parlare degli assembramenti quotidiani e ossessivi relativi alla battitura delle inferriate e alle continue perquisizioni (incredibile come l’assassina abbia ad oggi l’improntitudine di
irrogare sanzioni di isolamento allo scrivente che semplicemente saluta gli altri detenuti, in forza di una specifica ordinanza emessa dall’Autorità Giudiziaria. Infine si segnala l’inquietante coincidenza del dimezzamento del vitto serale il 13 dicembre 2020, anche questo testimoniato dalle immagini delle telecamere, poco dopo le lamentele dei detenuti per il vile assassinio di Mario Trovato”.
All’esposto, inoltrato il 15 dicembre scorso, Alessio Attanasio aggiunge una postilla: “ad oggi, ad esempio, non è stato restituito il fazzoletto che lo scrivente usava come mascherina nonostante le richieste giornaliere per iscritto, anche questo sequestrato su ordine della Iannucci per impedirgli tale uso tassativamente vietato”.