Il nostro? E’ il Paese delle onorificenze e dei premi…

A pensarci bene, il nostro è il Paese delle onorificenze e dei premi. Si premia di tutto e di più. Ed è così che abbiamo manifestazioni di scarsa qualità accompagnate ad altre di indubbio valore. E’ sufficiente che un tizio qualsiasi sappia ragliare come un asino in amore ed ecco che gli si assegna un premio come “la ragliata più intonata”. Basti saper dire “Essere o non essere questo è il problema” ed ecco subito il riconoscimento alla migliore interpretazione teatrale dell’anno, anche se poi tutto il resto non si conosce per il semplice fatto di non aver mai letto l’Amleto di Shakespeare.

Anche noi, ispirati da questo mesto e triste fine anno che ci apprestiamo a vivere, ci siamo detti:
ma perchè non assegnare un premio serio, conferendolo alla donna dell’anno 2020 di Capo d’Orlando? Dopo un accurato giro panoramico, selettivo al massimo in quanto le candidati erano e sono in troppe, la scelta è caduta in maniera del tutto arbitraria, ma senza dubbio alcuno ponderata, sulla consigliera comunale LINDA LIOTTA. E vi diciamo anche la motivazione.
Due anni fa, quando ancora la dottoressa Liotta era nella maggioranza ingrilliana, fu cacciata via dai suoi compagni di avventura, quelli della ben nota Lista Orlandina, senza mai ricevere uno straccio di spiegazione plausibile, di motivazione politica se non quella, a nostro dire, di togliere di mezzo una figura scomoda: troppo perbene per quella parte di pseudo politicanti che non si sono creati il minimo scrupolo a liquidare una rappresentante del popolo che aveva l’unico torto di non essere ammanigliata con il potere, e men che meno legata a capetti dentro e fuori la lista.
Il colpo da incassare fu durissimo per la signora. Chiunque sarebbe schiantato, anche un elefante indiano. La Liotta, invece, con sorpresa dei più, dopo un primo doloroso impatto con la sua nuova realtà, andò avanti come se nulla di grave fosse accaduto, anche se oltre all’espulsione, registrammo tutti, l’afasia del sindaco e di tutto il Consiglio comunale, che non espresse all’interessata neanche una parola, dicasi una, di solidarietà. La prassi imposta in tutto il mondo, non era valida in questo meraviglioso paese! Un doppio colpo subìto, quindi, che avrebbe schiantato anche un rinoceronte. Giusto per rimanere in tema di animali della foresta.
Linda Liotta, andò avanti incurante della mediocrità che la circondava oltre che politica soprattutto umana e cominciò a pedalare, da par suo, muovendosi anche in un mare di ipocrisia.
Continuò a dare il suo contributo di operatività come aveva sempre fatto, rimanendo disciplinatamente al suo posto e votando gli atti amministrativi con la maggioranza.
L’ingenua, non aveva capito ancora che anche in quella maggioranza sarebbe stata presto di troppo, mal sopportata perchè troppo indipendente, fin quando non ebbe la netta e chiara percezione che fosse arrivato il momento di sloggiare anche da lì.
E fu così che preso atto di questa malcelata avversione nei suoi confronti, da circa un anno, Linda Liotta, si è collocata sugli scranni dell’opposizione dove svolge il suo compito di controllo, con assoluta onestà, nel precipuo interesse degli orlandini senza distinzione di sorta, formando un tutt’uno con i consiglieri Felice Scafidi e Sandro Gazia che a loro volta fanno quadrato attorno al loro leader, di nome e di fatto, il Consigliere Renato Mangano. E che Dio salvi il Re!
In fondo in fondo, Linda Liotta, estromessa inopinatamente prima dalla Lista di appartenenza e poi dalla maggioranza, ci ha guadagnato in dignità, riscuotendo la considerazione generale col suo incessante lavoro nelle commissioni consiliari e, soprattutto, avendo acquisito il bene supremo: una libertà perduta.
Ecco, tutte queste considerazioni mi impongono di nominare Linda Liotta donna dell’anno Capo d’Orlando 2020!
Scusate dimenticavo: stiamo aprendo uno sportello per raccogliere le lamentele dei cittadini. Chiunque volesse, potrà farlo appena verrà comunicato loro l’esatta ubicazione.