Messina, alla Divisione Culqualber arriva Cavallo, cerimonia senza giornalisti

Stamattina è stato negato ai cronisti di presenziare al cambio del Comando della Divisione Culqualber, chiedere a generale Nistri qualche notizia sulle mosse nella scacchiera delle Divisione, sapere dove andrà l’uscente Burgio. Lettori che non vengono informati ma all’Arma va bene così. Burgio è stato a Messina, impalpabile, neanche un anno. Lo sostituisce Cavallo, che ai meno giovani ricorda un periodo storico di comando ad Acireale. Ma occorre tornare alla vigilia di Natale per afferrare certi concetti.
Ovvero a quando il generale Teo Luzi, 61 anni, è stato nominato nuovo comandante dell’Arma dei Carabinieri. A metà gennaio subentrerà al generale Gianni Nistri. Lo aveva nominato il Consiglio dei ministri confermando l’orientamento del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che da tempo aveva lasciato intendere la propria preferenza.
Erano tre gli altri candidati: Gaetano Maruccia, vicecomandante dell’Arma; Enzo Bernardini, al vertice del comando interregionale del Nord-Est; Angelo Agovino, vicedirettore dell’Aise. Maruccia e Agovino compiranno 64 anni a febbraio, Bernardini ne ha 62. Tutti hanno un curriculum di alto livello, Luzi è stato capo di Stato maggiore e ha ottenuto la terza stella a gennaio 2020, come età sarebbe stato in corsa anche al prossimo giro nel gennaio 2024, ma per Guerini era la persona giusta.
Nelle ultime settimane c’era stato un tentativo di rimonta da parte di Maruccia, protagonista di una massiccia campagna di stampa anche grazie al suo ultimo libro (“Dodici passi nell’Arma dei Carabinieri”, Cairo Editore), campagna che non è stata sufficiente. Agovino, dal canto suo, potrebbe fare un pensierino alla direzione dell’Aisi quando a giugno scadrà l’anno di proroga del prefetto Mario Parente.
Si, si ma Burgio che farà? Ah, per Messina era in corsa anche il 1958 friulano Maurizio Mezzavilla Detalmo, promosso generale di Corpo d’Armata a inizio anno, già comandante del Provinciale di Messina. Va sistemato, magari in una Divisione. Comunque, dopo Messina sembrava out poi andò a comandare Roma. Mai nessun friulano era mai arrivato così in alto. Lo ha meritato.