1987: la rivoluzione gentile degli orlandini – di C. Vinci

Nel 1987, gli orlandini fecero la rivoluzione per impedire che la baia di San Gregorio venisse oltraggiata con le scogliere di tetrapodi di cemento. I cittadini, una volta tanto tutti d’accordo, costrinsero l’amministrazione del tempo a ritirare il progetto di sette miliardi di lire che giaceva in un cassetto del palazzo. Grazie al fiuto del Consigliere Maurizio Trifilò, sventò un intervento che significava la morte del turismo a Capo d’Orlando. Da quel giorno si è iniziato a parlare dell’utilità della sabbia sulle spiagge della costa e si capì che i fiumi erano i principali rifornitori di materiale sulla battigia del mare, ma la politica preferì continuare ad usare cemento dappertutto, costruendo briglie nei fiumi, muri, scogliere e porti sui litorali ed il mare operò lo stesso le sue distruzioni.
Oggi non contenti dei fallimenti trentennali ottenuti, si riparte con gli stessi metodi di difesa, la costruzione delle solite scogliere sulla costa senza utilizzare i ripascimenti di sabbia e la pulizia dei fiumi.
Questa volta purtroppo ci saranno pure nella baia di San Gregorio.

Cittadini di Capo d’Orlando

Ecco lo sperpero di denaro pubblico da parte della Regione Sicilia (5 milioni di euro), pur sapendo del fallimento del progetto. Il tempo scorre inesorabilmente e noi continuiamo a combattere contro i mulini a vento. Risulterà vincente l’improduttività di quegli uomini e tecnici arroganti che non sono riusciti a dialogare con quelle leggi che la natura ci ha sempre proposto e mi verrebbe da dire che forse sarebbe meglio prima togliere le briglie nei cervelli di tanti.