Giochi, giochetti e presunti leader della politica orlandina

Ritorniamo a parlare delle prossime Amministrative di Capo d’Orlando che, virus permettendo, dovrebbero svolgersi regolarmente nella prossima Primavera. Unico obiettivo del nostro ragionare è quello di dare un umile contributo affinchè questo ameno paese non diventi luogo anonimo, apatico, rassegnato e quindi incolore in tutto e per tutto.
E’ un contributo modesto, non si ha nè si potrebbe avere, nessunissima presunzione. Vorremmo, semplicemente che chi ci legge, non debba mai poter rimproverarci di non aver detto ciò che immaginiamo stia accadendo e, soprattutto, temiamo possa materializzarsi e segnare per sempre le sorti del nostro paese, arroccato e prigioniero di una sorte immutabile. Sarebbe auspicabile che la storia di un paese la scrivessero i cittadini, sia quelli che fanno politica che coloro che la politica la subiscono. Consapevolmente affermiamo che se ciò accadesse, per Capo d’Orlando sarebbe un miracolo!
Se qualcuno dovesse chiedersi che cosa si profila all’orizzonte politico di Capo d’Orlando, ahimè, dovremmo rispondere che l’orizzonte sembra quello di cinque anni fa. E fin qua non sarebbe la fine del mondo. Siamo abituati, come dicevo in introduzione, siamo rassegnati. Quello che ci preoccupa, però, ed a cui non intendiamo abituarci, è la solita manfrina di alcuni esponenti del Consiglio comunale che giocando a carte coperte. Se non fosse per qualche eccezione, e cioè per alcuni altri che possiedono il bernoccolo della politica intesa come servizio alla comunità, a nessuno interesserebbe il futuro di questa cittadina che sembra arenarsi ed affogare nel nulla assieme al suo improbabile sviluppo.
Ecco che ci ritroviamo attorniati da quei personaggi da noi apostrofati come “in cerca d’autore”, sono quelli che vorrebbero far credere di essere in grado di rivoltare il paese come un calzino e per farlo tentano in tutti i modi di accreditarsi agli occhi di un piccolo ranch, come fossero i salvatori della patria. A loro rispondiamo che un cambio di passo è già stato avviato perchè ci possa essere una svolta, nonostante una certa confusione perpetuata da essi stessi in questi anni per confondere la gente. Gli orlandini, quelli che seguono la politica locale senza alcun pregiudizio, sanno perfettamente chi, negli ultimi anni, ha dato una sterzata al modo di fare opposizione. Oggi come oggi, soltanto un gruppo sparuto di cittadini non ha ancora aperto gli occhi e crede che in Consiglio tutti abbiano fatto il proprio dovere.
Spiace dirlo, ma vi possiamo assicurare che, se un paio di anni fa non fosse entrato nel civico consesso il dott. Renato Mangano, non avremmo saputo nulla, ma proprio nulla, di come si intende la gestione della cosa pubblica a Capo d’Orlando e il Consiglio sarebbe stato un luogo da bivacco. Vi siete mai chiesti, per esempio, che fine abbia fatto lo strumento urbanistico in giacenza da anni in un cassetto del palazzo? Perchè non ha mai fatto il suo solenne ingresso in Aula per una discussione democratica e quanto mai necessaria per le sorti del paese? Il PRG, rappresenterà una grande sorpresa non appena sarà passata ‘a nuttata’. Cioè, quando non sarà più possibile riparare i guasti fatti al territorio.
Intanto, gli uomini che dovrebbero dare un contributo di chiarezza, di etica politica sull’argomento perdono tempo a cincischiare ma non per parlare di progetti su proposte per rilanciare una comunità che vive il peggior periodo della sua giovane storia.
Nulla di tutto questo. Invece, si scimmiotta per imporsi come e dove collocarsi: in quale lista e con chi? Cercando spaccature invece di coesioni di forze per meglio incanalare le migliori energie e competenze in progetti alternativi e di opposizione all’andazzo di sistema. Si scimmiotta su quale ruolo avere, quello di assessore… altrimenti, non se ne parla nemmeno: o una candidatura a sindaco o rompiamo tutto! Mah, gentaglia. E, naturalmente, a rompersi sarà quel poco rimasto da rompere…