Finisce in mare l’acqua della diga del Disueri, l’ira degli agricoltori gelesi

L’acqua della diga Disueri di nuovo scaricata in mare. La rabbia degli agricoltori sale, mentre la Regione ha deciso di liberarsi dell’acqua, che invece è quasi del tutto assente tra i campi. Anche questa mattina, dopo quanto accaduto di recente, diversi agricoltori del territorio hanno protestato, dopo essersi accorti che veniva scaricata. Mentre le loro aziende fanno fatica a ricevere regolari forniture, nonostante i canoni pagati, l’acqua della diga finisce altrove. La scorsa settimana, in municipio, si è tenuto un primo confronto tra l’amministrazione comunale e i funzionari della Regione, che hanno la competenza sulle dighe del territorio. Gli agricoltori hanno cercato di contattare il sindaco di Gela Lucio Greco, anche questa mattina. “Ci prendono in giro – dice Liborio Scudera da sempre in prima linea nel tentativo di ottenere un miglioramento delle condizioni delle campagne locali – l’acqua continua a finire in mare, mentre centinaia di agricoltori non riescono ad andare avanti. E’ un danno enorme che fanno al territorio e continuano a fornire circa settanta litri al secondo alla città. Anche questa volta, abbiamo cercato di contattare il sindaco, ma senza esito. Vuol dire, che non ha interesse né verso l’agricoltura né per gli operatori, che sono una risorsa economica del territorio. Ne terremo conto, anche per il futuro”. Il Disueri e’ un fiume di 27 chilometri, che nasce vicino Piazza Armerina, forma la diga Disueri e sfocia a Gela. Vedere l’acqua scaricata in mare, per la seconda volta in pochi giorni, sta facendo montare un enorme malcontento tra gli operatori, che già devono fare i conti con infrastrutture assenti e servizi centellinati