In Sicilia, nel territorio di Naxos (ME), rinasce il vino di epoca greco – romana.

 

Antonello Cracolici, Assessore all'Agricoltura della Regione Siciliana
Antonello Cracolici, Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana

Avviata la sperimentazione sulla vinificazione del ‘Tauromenitatum’, il vino prodotto in epoca greco-romana nel territorio di Naxos, citato da Plinio come vino di straordinaria qualità, che secondo alcune testimonianze storiche veniva utilizzato in Sicilia anche nelle cerimonie in onore di Apollo. Lo rende noto l’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Antonello Cracolici, che spiega: “La sperimentazione che coinvolge Aziende e il Dipartimento Agricoltura e i comuni dell’area interessata è iniziata con dei test di vinificazione sperimentale e degustazione, curati dai tecnici del Vivaio Federico Paulsen, su tre vitigni autoctoni legati alla tradizione di questo territorio: Ieppola, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Verranno effettuati altri test di ricerca documentale e sul campo sui vitigni tipici di quest’area con l’obiettivo di ricostruire la vinificazione del ‘Tauromenitatum'”.

“Attraverso la ricerca – sottolinea Cracolici -, questa sperimentazione punta a ricostruire il filo rosso con il passato millenario della Sicilia. Un patrimonio che vogliamo mettere a disposizione dei nostri produttori. Un investimento sul futuro, per valorizzare prodotto, identità e territorio”. “Accanto ai pastori si sono schierati pescatori, allevatori, coltivatori di ortofrutta, vino, cereali e delle altre produzioni impegnati a garantire la genuinità e l’originalità della vasta offerta agroalimentare di un territorio dove produrre è più sempre difficile per la burocrazia, i costi dei trasporti, dell’acqua e per i danni causati dagli animali selvatici”.

Occorre inoltre verificare e accelerare l’apertura del bando per destinare il pecorino ai poveri indigenti, attivare il prestito di conduzione e tutte le misure comunitarie disponibili per sostenere i redditi e garantire liquidità alle imprese agricole”.