Il manager dell’Asp Antonio Candela

ARS, chiude dopo 29 anni l’ambulatorio della casta

 

Chiude l’ambulatorio della casta. L’azienda sanitaria provinciale di Palermo ha deciso di non rinnovare la posizione di comando, all’interno dell’Ars, dei due medici che, da 29 anni, assistono principalmente i parlamentari e i funzionari e che percepiscono un’indennità da record: quasi 170 mila euro a testa.

Nessuno dei tremila colleghi che dipendono dall’Asp può godere dello stesso appannaggio. Dal 15 febbraio i due professionisti — Augusto D’Ancona e Francesco Mangiameli — nomina sunt conseguentia rerum , andranno a lavorare in un ufficio palermitano dell’azienda, l’unità operativa complessa “Ospedalità privata” che ha sede in via Onorato.

A Palazzo dei Normanni, spiega il manager dell’Asp Antonio Candela, «ci sarà una guardia medica ordinaria ». Cioè un servizio di continuità assistenziale aperto per 12 ore al giorno, con proroghe allo studio per il sabato e la domenica, e riservato anche all’ingente flusso di turisti (oltre mille al giorno) che visitano il Palazzo e la Cappella Palatina.

I dirigenti dell’Ars e dell’azienda sanitaria stanno valutando anche la possibilità di aprire la nuova struttura anche agli abitanti del quartiere e alla cittadinanza in genere: ipotesi tutt’altro che semplice, quest’ultima, a causa delle misure di sicurezza con cui chiunque voglia entrare nel complesso monumentale di Palazzo dei Normanni deve fare i conti. Ma un dato è certo: la trasformazione del presidio medico dell’Ars in una guardia medica ordinaria comporterà un notevole risparmio di spesa. Secondo le stime dell’Asp, il vantaggio economico sarà pari a circa 240mila euro: da 340mila euro, la somma degli stipendi e degli extra legati alla funzione percepiti dai due medici, si scenderà a 100mila euro annui.

Cade l’ultimo privilegio di Palazzo dei Normanni, per volontà di Candela ma anche dell’assessorato alla Salute guidato da Baldo Gucciardi, che sta per dare l’assenso alla nascita della nuova struttura dai costi più contenuti.