Procura di Palermo

PALERMO – Caso  Monterosso – Irfis, il segretario generale della Regione, ha mentito

Dopo l’esposto del Movimento 5 Stelle la magistratura vuole vederci chiaro sul caso Monterosso-Irfis. Il procuratore aggiunto Bernardo Petralia ha aperto un’inchiesta. Il primo passaggio è stata l’acquisizione dei documenti nei quali il segretario generale della Regione dichiarava di non avere procedimenti penali in corso in una fase in cui, invece, secondo l’esposto, era già finita nei guai giudiziari. Patrizia Monterosso avrebbe “prodotto una dichiarazione sostitutiva con attestazioni presumibilmente false all’Irfis, ente nel quale occupa la poltrona di vicepresidente”.

“La prudenza – aveva scritto in una nota il deputato all’Ars Giancarlo Cancelleri – in questi casi è sempre d’obbligo, ma l’evidenza dei fatti è tale che i dubbi sono ridotti veramente al lumicino. In ogni caso abbiamo scritto a Crocetta e alla Procura della Repubblica perché si faccia la necessaria chiarezza e, eventualmente, si adottino i provvedimenti del caso”.

“Nessun procedimento penale in corso”, autocertificò Monterosso in una dichiarazione acquisita dall’Irfis e pubblicata sul sito dell’ente. Era il 12 dicembre 2016 e cioè quando il segretario generale era già conoscenza di essere finita sotto processo, assieme al dirigente in pensione Anna Rosa Corsello, per la vicenda degli extrabudget della Formazione professionale. Una storia che le ha già procurato una condanna definitiva della Corte dei Conti ad un maxi risarcimento da 1,3 milioni di euro. Monterosso, allora come oggi, è sotto processo per un presunto peculato da 11 milioni di euro”.

“Se i fatti dovessero darci ragione – proseguiva la nota di Cancelleri – ci troveremmo di fronte ad un nuovo episodio di una gravità estrema, che potrebbe aprire nei confronti della Monterosso un nuovo procedimento giudiziario portandola perfino all’interdizione dai pubblici uffici, come previsto dal Dpr 445 del 2000. In ogni caso, Crocetta difficilmente potrebbe ignorare la vicenda, come ha fatto finora per le precedenti, pesanti, disavventure giudiziarie della dirigente, complice il colpevole ed imbarazzante silenzio di maggioranza ed opposizione”.

Per capire chi ha ragione si è attivata la Procura della Repubblica che ha acquisito la documentazione inerita in un fascicolo che al momento è a carico di ignoti.