Leoluca Orlando

Aumentano in Sicilia i reati contro la Pubblica Amministrazione.

Il quadro è desolante: dal 2012 al 2016 i reati contro la pubblica amministrazione sono più che raddoppiati. Secondo uno studio del centro Pio La Torre in Sicilia – su dati del tribunale di Palermo – sono passati negli ultimi 5 anni da meno di 100 a più di 200 i procedimenti davanti ai giudici delle le indagini preliminari e ai giudici dell’udienza preliminare. Ma meno di 50 sono arrivati in dibattimento. I dati sono stati forniti durante la presentazione a Villa Niscemi del protocollo d’intesa siglato tra il comune di Palermo e il centro La Torre.

L’iniziativa, nata per prevenire fenomeni di corruzione all’interno della pubblica amministrazione, si articolerà in alcuni laboratori di approfondimento e in un piano anticorruzione dell’ente locale. “Io ho mille ragioni di critica nei confronti dell’antimafia, ma questo non si traduce nell’incapacità di contrastare la mafia.

Lo stesso ragionamento vale per l’anticorruzione – ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, intervenendo alla conferenza – Troppe volte si considera il lavoro dell’Anac un rito liturgico. C’è un’esasperazione, bisogna capire in quale contesto inserire queste norme e che ricadute hanno nella pratica. Questo per dire che occorre valorizzare l’anticorruzione e l’antimafia senza disperderne però il senso”.

Secondo la ricerca, i comuni siciliani sciolti per infiltrazioni mafiose dal 1991 al 2016 sono stati in totale 55, cosi suddivisi: 24 nel Palermitano, 8 nella provincia di Catania, 7 nell’Agrigentino, 4 sia nel Nisseno che a Messina, 6 nel Trapanese, uno nelle province di Siracusa e Ragusa. “Altalenanti le denunce relative ai delitti di peculato, malversazione, corruzione e concussione – ha detto Vito Lo Monaco, presidente del centro – passate, in Italia, da 1266 nel 2010 a 1300 nel 2011, salite a 1527 nel 2012 e poi in leggera flessione, con 1420 casi nel 2013 e 1346 nel 2014.

Sarebbe interessante capire se le cifre sono state condizionate dal colore del governo del momento”. Le stime sono state analizzate dal gruppo di ricerca costituito dai volontari del servizio civile del centro coordinati da Salvatore Sacco, esperto di economia statistica, e da Franco Garufi, del direttivo del centro studi.