Vizzini

Polemiche a Vizzini per lo spostamento del Monumento ai Caduti

Il Sindaco di Vizzini in provincia di Catania Vito Cortese e l’amministrazione comunale intendono
chiarire le ragioni che hanno determinato la temporanea rimozione del monumento ai caduti in vista del
riposizionamento all’interno del giardino comunale. Ripercorrendo la storia cittadina, nel 1925, anche la
città di Vizzini, facendo proprie le disposizioni governative <>, deliberò sotto la guida del
podestà baronello Gaudioso la nascita del Parco della Rimembranza di Vizzini, che oggi impropriamente
chiamiamo villa comunale. In quell’anno, come ricordato dalle iscrizioni presenti sui cancelli di ingresso,
l’antica silva del convento di Santa Maria di Gesù divenne un lussureggiante giardino pubblico con 180
alberi recanti i nomi di ciascun giovane vizzinese caduto durante le campagne della Prima Guerra
Mondiale. Le fonti storiografiche riportano che il monumento ai caduti, in origine previsto per completare
il giardino, in modo analogo a quanto avvenuto in altre città siciliane, non fu allora realizzato (Santoro,
Da Bidi a Vizzini, 1927). Fu temporaneamente sostituito dentro il parco da un cippo simbolico, in attesa
di innalzare il vero e proprio monumento, comunque disegnato già nel 1925 da Cesare Rosario
Giarrusso, artista vizzinese residente a Genova (Massetti, DBI, 2000). Anche nel 1935 si specifica che il
vero e proprio monumento ai caduti in guerra è la villa denominata <> (Interlandi Leotta, Sull’origine di Bidi, 1935).
Il monumento ai caduti di tutte le guerre fu realizzato molti anni dopo, fra gli anni Sessanta e Settanta, a
seguito della sistemazione del costone sottostante alla via dei Galli, addossandolo al terrapieno in opera
muraria lavica che prospetta su viale Margherita. Una soluzione certamente necessaria per ovviare
all’assenza fino ad allora di un monumento ai caduti a Vizzini e per dare dignità, oltre che alla memoria
dei Caduti del I e II Conflitto mondiale, ad un’opera come il terrapieno certamente necessaria ma
sgraziata dal punto di vista urbanistico, non rispettando di fatto l’originaria volontà di collocare lo stesso
monumento all’interno del parco.
In un post facebook dell’ANCR Federazione di Catania del 15.10.2021, si precisa (senza il suffragio di
una fonte storica o documentaria) che la nicchia dell’attuale monumento rappresenti nel linguaggio
militaresco (sic!) una garitta. Rammentiamo all’autore o agli autori del comunicato, che in mancanza di
evidenze progettuali o storiografiche tale affermazione rimane, nel migliore dei casi, una congettura. Si
fa notare, inoltre, che la garitta è un posto di vedetta e presidio; la statua, come in altri esempi analoghi,
rappresenta un soldato che, nel pieno dell’azione bellica, chiama i commilitoni alla carica.
Non sottovalutiamo il senso civico e il forte legame emotivo con i momenti tragici della nostra storia
nazionale e vediamo nelle “rimostranze” delle associazioni e dei cittadini un momento di confronto.
Tuttavia la storia ci indica, in questo momento in cui si avvia la riqualificazione del viale Margherita, il
percorso da intraprendere per dare maggior rilievo e valore al monumento ai caduti. Il monumento è
stato, fra l’altro, rimosso temporaneamente in vista del nuovo posizionamento, anche per consentire il
transito pedonale dei residenti e il carico/scarico merci per gli esercenti del viale, dunque per alleviare i
disagi derivanti dalla chiusura dell’area, atteso che i lavori di riqualificazione stradale interesseranno in
prima battuta il fianco destro della strada.
L’Amministrazione vizzinese intende infine rispettare il progetto originario della città, armonizzando
storicamente e urbanisticamente il parco della rimembranza con il monumento ai caduti, allocando la
statua nella posizione originariamente pensata dai vizzinesi.