Da carpentiere a ricchissimo imprenditore da 100 milioni

Da carpentiere è diventato uno degli imprenditori più facoltosi della Sicilia. Ma, secondo la Dda di Catania e la Dia etnea lo è diventato grazie alla copertura del clan mafioso dei Santapaola. E così, con il via libera del Tribunale di Catania, la Dia ha eseguito un decreto di sequestro beni nei confronti di tre persone: uno storico esponente del clan Santapaola-Ercolano, attualmente detenuto al 41 bis perché condannato all’ergastolo per l’omicidio di Luigi Ilardo, ucciso a Catania nel 1996 e due imprenditore, padre e figlio originari del Messinese e già coinvolti nell’operazione antimafia “Piramidi”. I due sono a capo di uno dei gruppi imprenditoriali più importanti della Sicilia orientale, operanti in svariati settori, ma principalmente nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti, negli anni sono riusciti a creare una vera e propria galassia di imprese, diversificando le attività con società attive nei servizi di pulizia degli ospedali, nel settore immobiliare e nella gestione di un notissimo stabilimento balneare sul litorale catanese. La vicinanza tra i tre è emersa con certezza anche per la presenza dei due imprenditori al battesimo della figlia del boss ed in occasione di un matrimonio di un congiunto. E secondo gli investigatori è proprio tale vicinanza all’origine dell’impressionante escalation imprenditoriale di padre e figlio che da carpentieri sono diventati tra i più facoltosi imprenditori siciliani. Per l’operazione che si è svolta oggi, sin dalle prime luci dell’alba, sono stati impiegate unità operative specializzate della Direzione Investigativa Antimafia che hanno posto i sigilli ad aziende, quote societarie, immobili e rapporti finanziari. In particolare, sono stati sottoposti a sequestro 14 società, 7 immobili e svariati rapporti finanziari per un valore complessivamente stimato in oltre 100 milioni di euro.