Padre Casella

Padre Vittorio Casella: un modesto ricordo

Padre Vittorio Casella: un modesto ricordo

padre-casellaVogliamo ricordare mons. Vittorio Casella, nell’ottavo anno dalla sua scomparsa, per una serie di considerazioni che voglio fare a voce alta per aggiungere una piccola tessera ad un mosaico che già brilla di luce propria. Cercherò di mettere insieme alcuni passi di vita vissuta che mi hanno fatto avvicinare ad un uomo che ho voluto molto bene, sinceramente e disinteressatamente e credo che ne fossi anche ricambiato. Oggi avrebbe compiuto 76 anni. La prima considerazione che voglio fare è il rapporto che mi legava e che ancora mi lega alla guida spirituale della Chiesa Cristo Re di Capo d’Orlando: quello che me lo faceva amare sinceramente era la sua profonda cultura. Chi vi parla, assetato di apprendere e voglioso di arricchire il proprio modesto bagaglio culturale, quando stava accanto a lui e parlargli come mi è capitato spesso negli ultimi anni della sua vita, prima che la malattia lo ghermisse e lo strappasse via alle persone che lo amavano, equivaleva a leggere una pagina di un libro! Proprio così. Padre Vittorio Casella, era un uomo di grande, grandissimo spessore culturale ed umano, non solo perché profondamente preparato sotto ogni profilo dello scibile umano ma, soprattutto, perché non amava ostentare la sua sapienza, si metteva al tuo livello e mai che assunse un atteggiamento spocchioso di quello che: “lei non sa chi sono io”! mai! Ricordo anni fa quando a Capo d’Orlando scoppiò il “caso” dei giovani drogati del paese, lui dal suo osservatorio privilegiato lanciò l’allarme. Molti, anche dall’amministrazione comunale, lo linciarono, perché si disse: sospettare dei giovani senza averne le prove non era giusto. Adesso, a distanza di anni, ve lo immaginate Padre Vittorio Casella che tenta di aprire gli occhi a genitori ed opinione pubblica su una questione delicata e importante senza avere uno straccio di prova? Devo dire che all’epoca, pur lavorando nella Tv locale di proprietà del capo dell’amministrazione comunale, mi schierai apertamente e senza pensarci due volte dalla Sua parte. E lui, allora, ingoiò e rimase in religioso silenzio lontano dalle polemiche. Un altro ricordo che mi fa sorridere solo a pensarci, risale al 2001. Quando il Gruppo Teatrale “Il Laboratorio” che ho il privilegio di guidare dal 1983, varco’ per l’ennesima volta l’oceano per approdare nella bellissima Australia per esibirsi davanti ai connazionale di Fremantle e Perth, Padre Casella era in compagnia del vescovo di Patti, mons. Ignazio Zambito. I due sembravano una coppia di grandi attori ben affiatata dove, per la verità, la guida spirituale della Diocesi recitava la parte del protagonista. Allora, tra una aragosta e l’altra, mi diedero il copione di “Processo a Gesù” di Diego Fabbri con la promessa di metterlo in scena, cosa che avvenne puntualmente, con grandissimo successo grazie anche e, soprattutto, alla regia di Gianfranco Perriera. Piccoli ma importanti ricordi personali che mi hanno fatto amare il Prete che amava parlare chiaro, senza fronzoli e con estrema sincerità. Oggi ho il privilegio di essere un amico del prediletto nipote di padre Vittorio Casella che risponde al nipote Nino. Una persona dotata di grande generosità che ama parlare, come lo zio, con estrema franchezza. Non solo generoso ma anche estremamente altruista che non disdegna porgere la mano al suo prossimo quando ne ha bisogno. Tutti pregi che me lo fanno amare e rispettare. Per tornare a padre Vittorio Casella, in chiusura di queste mie personali considerazioni, aggiungo soltanto che personalmente non l’ho mai dimenticato. E oggi che trovo il coraggio di ricordarlo, posso solo aggiungere che la comunità religiosa di Capo d’Orlando lo ha amato sinceramente!