Tribunale di Catania

Catania, no, l’ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, non è un mafioso

Nel 2014 la condanna a 6 anni ed otto mesi da parte del GUP Marina Rizza che seguì la decisione di Raffaele Lombardo di scegliere il rito abbreviato.

Ieri sera, poco dopo le 19.30 la terza sezione della Corte d’Appello, composta dal presidente Tiziana Carrubba, giudici a latere Anna Gloria Muscarella e Fabio Ceraolo, ha emanato la sentenza: assoluzione per il concorso esterno in associazione mafiosa, condanna per voto di scambio semplice a due anni, pena sospesa.

“La difesa dell’imputato ha sottolineato quello che hanno detto i Ros, ovvero che dai tabulati di Angelo Santapaola si evince che la ricostruzione di Rosario Di Dio è assolutamente falsa –ha dichiarato l’avvocato penalista Alessandro Benedetti dopo la sentenza-. Aspettavo di conoscere da subito gli atti per Rosario Di Dio, pensando che venissero trasmessi alla Procura, ma per averne la certezza dobbiamo aspettare di poter leggere comunque il dispositivo”.

Quale sia stato il commento a caldo dell’ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo, assente in aula durante la lettura della sentenza, attualmente resta segreto e protetto dall’attenzione mediatica. Gli avvocati dell’ex Presidente della Regione, Filippo Dinacci e Alessandro Benedetti, sono comunque soddisfatti del risultato ottenuto, l’assoluzione dall’accusa di associazione mafiosa. Finisce così un lungo calvario legale per l’ex Presidente della Regione Lombardo oppure deciderà di proseguire con il ricorso in Cassazione?

“Ho già avuto modo di sentire l’ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo -continua l’avvocato Benedetti- inizialmente era un po’ frastornato perché non capiva la condanna anche se ho già avuto tempo di spiegare in cosa consista. Questi anni per noi sono stati particolarmente difficili e la cosa più importante emersa riguarda l’assenza dell’accusa di associazione mafiosa. Raffaele Lombardo con la mafia non c’entra niente!

Raffaele Lombardo è stato assolto dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ovvero il fatto non sussiste quindi la forma assolutoria più ampia possibile. Dopodiché, invece, è stato condannato a due anni di reclusione per il reato di voto di scambio ma senza l’aggravante dell’articolo 7 (Legge 158 del 1991), dove si fa esplicito riferimento alla circostanza aggravante dell’utilizzo del metodo mafioso”.