Un bambino a 11 anni gli ha rubato la moto

Se un bambino a 11 anni gli ha rubato la moto

accaduto a Catania: un bambino ha rubato la moto al consigliere comunale Matteo Iannitti. Che

si sfoga così.

“Un bambino mi ha rubato la moto. Ieri sera ero in Consiglio Comunale, a Palazzo degli

Elefanti. La discussione sul bilancio era iniziata da qualche ora quando chiama la Questura:

“abbiamo la sua motocicletta in via Dusmet”. Io avevo posteggiato davanti la posta, dietro

piazza Università. Lascio i posti riservati al pubblico e m’incammino verso piazza Borsellino.

Trovo una volante della polizia e la mia moto con l’accensione scassata e il bloccasterzo

rotto. Se l’erano proprio rubata. E con immensa fortuna l’avevo ritrovata prima ancora di

sapere del furto. Sul marciapiede umido, al freddo, accovacciato, guardato a vista da due

poliziotti, un bambino, di 11 anni.

Alle 22, non so se solo o in compagnia , ha “schiavettato”, rotto il bloccasterzo e portato la

mia moto da piazza Università a via Dusmet prima in sella e poi a spinta. Appena ha visto la

polizia si è fatto prendere dal panico, ha abbandonato la moto ma è stato comunque

raggiunto da quei grandi uomini in divisa. La moto era molto ma molto più grande di

lui. Teneva gli occhi bassi. Ha detto alla polizia di aver ricevuto 20 euro da “uno nero” per

portare la moto in piazza Alcalà. Si chiama Salvo. Abita a San Cristoforo ed è solo un

bambino.

Io a 11 anni giocavo a casa e alle dieci ero già a letto. Per Salvo uno dei giochi è anche questo:

rubare una moto.

Lo hanno portato in Questura e seduto in una gelida stanza. Per aspettare mamma e papà,

che se lo venissero a prendere, per riportarlo a casa, finalmente a letto. Suo padre era stato

fermato qualche giorno prima, i poliziotti lo hanno riconosciuto non appena entrato in

questura.

Avevo trovato la moto ma quel bambino era perso.

La mia testa era al Gapa, il centro di aggregazione che a San Cristoforo da 29 anni tenta di

sottrarre alla criminalità i bambini del quartiere, al Centro Midulla, dove ogni giorno decine

di bambini dell’età di Salvo vanno a divertirsi, con il circo, con i giochi, quelli veri.

Perché lì di Salvo, Jonathan, Micheal, Marco, Matteo ce ne sono  tanti, tutti che si

comportano da adulti ma bambini pronti a inseguire una palla, a truccarsi il viso, a piangere

per una caduta.

Era straziante pensare a quel bambino che aveva incrociato così stupidamente la mia vita.

Quasi in arresto in quei tristissimi uffici della polizia.

A mezzanotte, con addosso gli occhi di Salvo, il bambino che mi ha rubato la moto, sono

tornato in Consiglio Comunale.

A prendere atto che milioni di euro venivano tagliati, senza neanche discuterne, con

agghiacciante freddezza a scuole, servizi sociali, diritto allo studio, cultura, centri di

aggregazione.

Proprio a Catania, la città dove i bimbi di 11 anni rubano le moto.”