Un centro per la depurazione delle acque nella zona est di Milano, 12 agosto 2013 MATTEO BAZZI / ANSA

Emergenza depuratori in Sicilia, si corre ai ripari col medico al capezzale?

 

Mentre a Roma si discute sullo stato dei depuratori in Sicilia, la regione rischia di pagare un conto salatissimo: da Bruxelles sta per arrivare una multa per 51 agglomerati urbani: a dicembre l’Europa ha chiesto alla sonnolenta Italia 63 milioni di sanzioni arretrati e 346 mila euro al giorno da questo momento in poi. Sarà un consulente storico, come Enrico Rolle, l’uomo chiamato ad occuparsi dei depuratori nella nostra regione.

Questa mattina l’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità Vania Contrafatto, che ha agito fino alla fine dell’anno scorso da commissario per l’emergenza depurazione nell’Isola, è volata a Roma per il passaggio di consegne con il suo successore, che si occuperà della questione per tutta Italia. I ritardi nella realizzazione delle fognature sono costati all’Italia, e di rimando alla Regione e ai Comuni, una multa dell’Unione europea.

A Rolle Contrafatto consegna una relazione conclusiva a tinte fosche. Gli interventi finanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica in Sicilia ammontano a poco meno di 900 milioni di euro, ma quelli “cantierabili”, cioè pronti a partire nel corso del 2017, sono pochi spiccioli, circa 305 milioni.

Molti dei progetti che abbiamo trovato quando siamo arrivati – aveva detto un mese fa Contrafatto – erano incompleti, insufficienti a superare l’infrazione europea o irrealizzabili perché pensati su terreni franosi o a ridosso di rocce. In questi anni il nostro lavoro è consistito proprio nel recupero di questi progetti”. Interventi varati da una commissione di cui faceva parte lo stesso Rolle.

Quando la decisione sarà presa, alla Sicilia – e di rimando ai Comuni – sarà assegnata una quota, ancora da definire, della multa. Non è l’unica infrazione: per una, che riguarda i centri di medie dimensioni, la Sicilia è stata già condannata e attende l’eventuale multa, mentre per l’altra, che riguarda 175 comuni su 390, l’“inchiesta” è ancora in corso