Porto Marina

Capo d’Orlando (ME) A luglio sarà consegnata al mondo intero l’infrastruttura portuale e intanto il dibattito si accende sul nome da dare al Porto.

 

Carmelo Germanà, anima e core della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, qualche giorno fa ha lanciato la proposta di intitolare il Porto di Capo d’Orlando alla celeberrima poesia musicale partorita dalla fervida mente del cantautore genovese Gino Paoli: “Sapore di sale. Che Paoli, lo rammentiamo per i più giovani, scrisse tra un bagno e l’altro a San Gregorio, il noto borgo marinaro, rimasto lì per oltre trenta giorni ospite in una villa di un suo amico, oggi scomparso.

Per quanto mi riguarda, sono perfettamente d’accordo con Carmelo Germanà, non foss’altro per restituire al popolare cantautore ligure, un po’ di quello che lui ha dato alla comunità di Capo d’Orlando in termini di visibilità. Infatti, ad ogni occasione, ad ogni concerto, e in tutte le circostanze nelle quali Paoli veniva e viene intervistato, carta stampata, radio e tv compresi, l’artista ligure ha sempre detto che la canzone da lui composta è nata proprio in quel meraviglioso borgo che è appunto San Gregorio. Con buona pace dei saccensi che continuano a dire diversamente.

L’incontro, tra Capo d’Orlando e Gino Paoli, avvenne in quel lontano 1963, galeotta fu una serata alla balera La Tartaruga, per poi, al ritorno da Palermo dove si era recato per ritirare un Premio, Paoli, non proseguì per la sua naturale destinazione ma si fermò in una villa di San Gregorio e per trenta sere di seguito non mancò, per la gioia di tanti giovani, di deliziare con le sue meravigliose canzoni.

Non aveva ancora composto molti di quei motivi che poi lo avrebbero lo resero ancor più celebre ma la sua voce e il suo complesso, sapevano farsi ascoltare e applaudire. Una canzone che rimase scolpita nella mente di chi verga queste poche righe era, per esempio: “Un delitto perfetto d’amore” scritta dal suo batterista, che Gino Paoli cantava tutte le sere e che a noi che tutte le sere andavamo alla Tartaruga (non si pagava), piaceva ascoltare.

E non è vero che Sapore di sale fu un omaggio a Stefani Sandrelli, l’attrice nel 1963 era ancora molto giovane e quindi non poteva essere lei la destinataria della canzone ma doveva essere un luogo, magico e ammaliante, com’era e com’è appunto San Gregorio.

Che oggi si proponga di chiamare il Porto di Capo d’Orlando Sapore di sale, a pensarci bene è un incontro inconsapevole quello richiamato da Carmelo Germanà, tra due bellezze: la musica, le parole di Gino Paoli e l’opera del Porto, affascinante ed accogliente, che l’Impresa del cav. Antonino Mangano, ha realizzato soltanto come i “maestri” sanno fare: un miracolo dell’edilizia moderna.