Razzismo a Palermo, si ritira uno dei candidato Movimento 5s

 

Uno dei candidati nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni comunali di Palermo si è ritirato criticando il Movimento ed è stato pesantemente insultato, anche in modo razzista. Alì Listi Maman, avvocato, è italiano ed è originario del Niger.

Tra i più votati in lista,  c’era Alì Listi Maman. Lunedì 3 aprile Alì Listi Maman ha raccontato come è iniziato il suo percorso politico nel Movimento, e poi:

«Non voglio entrare nel merito, in questo mio particolare momento di dispiacere, degli episodi e dei particolari accaduti che mi hanno fatto maturare il dissenso che con dolore sto manifestando, ma desidero esprimere tutta la mia delusione per un Movimento che di fatto mi ha emarginato, ignorando il contributo possibile offerto con le mie proposte e mostrando un sostanziale disinteresse verso un mio fattivo coinvolgimento nel programma politico da presentare ai cittadini palermitani. Un programma politico che necessariamente, specie per una città piena di problemi come Palermo, deve rivelarsi innovativo e articolato in proposte precise e fattibili e che, a poco più di due mesi dal voto, paradossalmente non c’è, ridotto e sostituito in slogan banali e di debole significato».

Alì Listi Maman conclude che per queste ragioni non se la sente più «di proseguire un percorso politico nel quale» è certo che «non ci sarà spazio per il contributo» che avrebbe offerto con le sue «conoscenze, idee e valori». Repubblica scrive che la decisione di rinunciare è arrivata in particolare perché Ugo Forello, candidato sindaco a Palermo per il M5S, non si è mai confrontato con Alì Listi Maman sull’immigrazione e le politiche di accoglienza dei migranti, di cui Listi Maman era il referente.

I media  hanno raccontato negli ultimi giorni la storia di Alì Listi Maman perché la sua decisione è stata commentata online dagli iscritti e simpatizzanti del M5S in modo aggressivo e con insulti razzisti: gli è stato scritto “Vai a combattere per il tuo paese e non rompere i coglioni nel nostro”, “Rimettiti sopra un barcone”, “Tornatene in Africa”, “Alì babà”. E ancora: “Non credo neppure a una parola di quello che ha detto e scritto, chissà perché è stato emarginato”.

Ogni scusa è buona per screditare il M5S ma ormai solo i boccaloni credono alle illazioni di regime pilotate dai poteri forti”, “Ma vai a cagare e vatti a fare prendere in giro dal PD”.