Record di abbandoni scolastici nelle medie siciliane. La Sicilia detiene il primato di maglia nera

 

Record di abbandoni scolastici nelle medie siciliane. E alle superiori le cose peggiorano, soprattutto nelle prime classi degli istituti tecnici e  professionali. Per la prima volta, attraverso i dati forniti dai Rav (i Rapporti di autovalutazione delle scuole) è possibile confrontare le diverse realtà regionali sulla parte più complessa della dispersione scolastica: le interruzioni di frequenza in corso d’anno. Un fenomeno che non dovrebbe neppure esistere visto che in Italia è in vigore l’obbligo scolastico fino a 16 anni. E che l’evasione comporta la denuncia per i genitori di quei ragazzini che in classe non riescono proprio a rimanere.

I dati si riferiscono all’anno scolastico 2014/2015 e consentono per la prima volta in assoluto un confronto, oltre che con le diverse realtà nazionali, con l’anno precedente. Con la Sicilia costretta a vestire la maglia nera per via di centinaia di ragazzini che lasciano la frequenza scolastica per dedicarsi a piccoli lavoretti oppure, ed è il caso peggiore, vengono reclutati dalla criminalità. Una piaga che coinvolge anche alunni poco più che bambini, quelli di prima media. I numeri sono per fortuna  contenuti, ma in Sicilia e in alcune realtà di Palermo assumono consistenze preoccupanti. Come alla media Pertini, a Brancaccio, dove gli abbandoni autocertificati dalla stessa scuola superano il 17 per cento.

Anche a Catania, nelle realtà più disagiate, le interruzioni della frequenza scolastica toccano cifre da primato: 10 per cento abbondante nelle terze classi della scuola media dell’istituto comprensivo Vitaliano Brancati, nel quartiere di Librino. La Sicilia, con l’1,2 per cento, detiene la palma degli abbandoni per la scuola media, più del doppio del dato nazionale che si ferma allo 0,5 per cento.

“Il sistema scolastico siciliano opera in un contesto di crescente difficoltà sociale, di grosse aree di disagio e di vera marginalità sociale. Dove i ragazzini lavorano in nero e non vanno a scuola”, dice Francesca Bellia della Cisl scuola regionale. “E’ necessario mettere al centro azioni importanti per rilanciare nelle scuole i progetti di alternanza scuola-lavoro non soltanto come esperienza didattica ma come vero e proprio ponte capace di istruire i ragazzi come primo aggancio col mondo del lavoro”.

Per Grazia Maria Pistorino, a capo della Flc Cgil siciliana, è possibile anche un’altra lettura della questione. “Il dato della offerta formativa è estremamente importante ai fini della prevenzione della dispersione scolastica: la provincia di Caltanissetta – spiega la sindacalista – è quella con la più alta percentuale di insuccessi e al tempo stesso con il più basso dato di diffusione del tempo pieno, mentre la provincia di Messina ha il più alto dato sul tempo pieno e il più basso di dispersione scolastica: l’offerta formativa attenta ai bisogni degli alunni in difficoltà è lo strumento principale per prevenire la dispersione scolastica”.