Il caso di Concetto Bucceri da Letojanni (ME)

 

Ci siamo occupati qualche mese addietro del caso di Concetto Bucceri, un letojannese che ci scrive di essere stato ingiustamente messo sotto torchio dalla Magistratura in un procedimento penale con la conseguenza di essere stato messo “al pubblico ludibrio, in un modo scandaloso e fuorviante in considerazione di ciò che è stato detto e riportato sugli organi di stampa”.

Tutto ciò succedeva, secondo Concetto Bucceri, in quanto le accuse dei collaboratori, Bisognano e Castro, che avevano indotto i giudici di merito a condannarmi, sono state ritenute generiche e superficiali, senza nessun elemento specifico concreto e fattuale, ritenendo le dichiarazioni dei pentiti, nei miei confronti: “ INATTENDIBILI OGGETTIVAMENTE”.

Quanto poi, alla società Sud Srl e Sud Service individuale di Salvatore Ruggeri, sostiene Bucceri, l’attività della Società è iniziata nel lontano 1992 ed è inverosimile sostenere che i conduttori di queste società fossero miei prestanome, non essendoci nessun riferimento che si possa risalire alla mia persona. Sono stato accusato, prosegue uno sfiduciato Bucceri, che abbia immesso proventi di attività criminose nelle casse della Sud Service Srl.: non hanno trovato un centesimo di euro che abbia una mia provenienza negli anni incriminati 2008/2009.

E, d’altro canto, fa osservare Bucceri, come avrei potuto dare del denaro in finanziamenti in quegli anni che già avevo avuto il pignoramento e la messa all’asta della mia abitazione principale, per un debito esattoriale di 98.000 euro? Facendo sacrifici con i miei figli e con la vendita di due autocarri alla Sud Service Srl., nel luglio 2008 prima del primo incanto, ero riuscito a dare 1/5 del debito, racconta Bucceri, e cita a testimonianza delle sue parole, l’invito a controllare le fatture della vendita dei camion e gli assegni fatti a Salvatore Ruggeri, amministratore della Sud Service Srl.

Il procedimento, di cui Concetto Bucceri ritiene di essere stato accusato ingiustamente, scaturisce da una complessa indagine avviata in sinergia dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, oltre che nei suoi confronti,, anche di Giuseppe Ruggeri, ritenuti entrambi, soggetti inseriti in attività illecite nel campo dell’usura e degli stupefacenti.

Le indagini si arricchivano delle risultanze di una verifica di carattere fiscale nei confronti di tale Nadia Pergola & c. s. a. s., che consentiva di rinvenire, nell’abitazione della signora, documentazione extra contabile afferente i rapporti tra quest’ultima e Bucceri, che veniva poi sottoposta a sequestro nel procedimento che porta la data del 13 dicembre 1999.

La complessa attività d’indagine conduceva alla formulazione di un’imputazione, a carico di Bucceri, Ruggeri e D’Arrò, per associazione a delinquere operante fino al 3. 5. 2001 nella fascia ionica della provincia di Messina ed in particolare di Taormina e comuni viciniori, finalizzata alla commissione di una serie di delitti di usura; ad imputazioni per reati in materia di armi nei confronti di Carmelo D’Arrò, ritenuto colui che assicura la disponibilità di armi alla predetta associazione; a numerose imputazioni per specifici fatti di usura a carico di Bucceri, Ruggeri e D’Arrò riferibili agli anni 1995-1999, nonché ad imputazioni per reati in materia di stupefacenti a carico di Bucceri e Ruggeri.

Il tribunale di Messina arriva a pronunziare una assoluzione con la formula perché il fatto non sussiste e dichiara di non doversi procedere nei confronti di Concetto Bucceri con riferimento ai reati di cui ai capi di accusa perché estinti per intervenuta prescrizione e assolve lo stesso Bucceri, Giuseppe Ruggeri, Giuseppe Cutroneo, Antonino D’Allura, Carlo Gregorio, perché il fatto non sussiste. Con buona pace di tutti!