Palermo, vota Mangia Franco alle prossime elezioni comunali.

E’ una candidatura spiazzante quella di Mangia Franco che mette in evidenza, se mai v’è ne fosse stato bisogno, della leggerezza del popolo palermitano di affrontare problemi anche seri e della grande capacità di sdrammatizzazione nonostante tutto.

La scommessa sarà contare quanti voti prenderà il candidato (finto) Mangia Franco alle prossime elezioni comunali di Palermo. I comici palermitani Matranga e Minafò non lo ammettono, ma in cuor loro sperano che il candidato fake faccia il pieno di voti. Dopo cinque anni (la prima candidatura di Franco Mangia è alle comunali del 2012) il duo ci riprova e questa volta lo fa in grande stile: quattro cartelloni elettorali diversi, che prendono di mira Leoluca Orlando “U testa i m… lo sa fare, non vi arriverà più una multa a casa…licenzieremo i postini”, Fabrizio Ferrandelli “Solo per Palermo. E non ti preoccupare, sulu ti lassamu” e Ugo Forello “insieme cambiamo tutto #anchelefirme”, i tre big in corsa per Palazzo delle Aquile e i loro slogan elettorali “perché Mangia Franco è trasversale, non ha colore politico – racconta Tony Matranga – E’ la parodia tutta questa classe politica”. Il quarto cartellone è invece “neutro” e punta tutto su un grande “cavallo di battaglia” palermitano, la gestione dei rifiuti in città che Mangia Franco pensa di risolvere così: “toglieremo l’immondizia dalla quinta circoscrizione…la porteremo alla settima”.

Matranga e Minafò hanno pagato di tasca loro e con il contributo dei loro più affezionati fans la campagna pubblicitaria per Mangia Franco, un nome, una triste verità. “Ci hanno dato una mano in molti, comprese le concessionarie di pubblicità che ci hanno fatto un prezzo scontatissimo – racconta Tony Matranga – Rimarranno appesi fino a quando i veri politici non pagheranno per affiggere i loro faccioni sorridenti”. Saranno 25 i grandi cartelloni di Mangia Franco disseminati in tutta la città per due settimane. Il primo è comparso il giorno di Pasqua. Ed ha fatto sorridere simpaticamente la città.