San Giuseppe Jato

Mafia nel Palermitano

Chiesti più di trecento anni di carcere per ventuno imputati accusati a vario titolo di far parte dell’associazione mafiosa che operava nel Palermitano

È la richiesta della pubblica accusa al processo “Brasca-quattro.zero”, dal nome del doppio blitz che, l’anno scorso, decapitò i clan di Villagrazia, Santa Maria di Gesù e San Giuseppe Jato: 62 in totale gli arresti e due processi in corso che proseguono di pari passo.

Uno, con 36 persone a giudizio, è arrivato ieri alla requisitoria dei pm, che hanno chiesto più di trecento anni di carcere in totale. Altri 21 imputati, a giudizio con rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Palermo, rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e favoreggiamento. In arresto, finì anche Alfredo Giordano, all’epoca direttore di sala del Teatro Massimo di Palermo, ritenuto vicino all’anziano padrino del mandamento Villagrazia-Santa Maria di Gesù Mario Marchese.

Alfredo Giordano
Alfredo Giordano

Per Giordano, il pm Sergio De Montis ha chiesto cinque anni di reclusione; un anno e mezzo per Giovanni Piacente e due per Gaspare La Mantia; quattro per Stefano Di Blasi e Antonio Carletto; sei per Antonio Adelfio, Andrea Di Matteo, Giovanni Battista Inchiappa; otto per Salvatore Maria Capizzi, Fabrizio Gambino, Gregorio Ribaudo, Giovanni Tusa; nove per Salvatore Di Blasi e Giovanni Messina; dieci per Francesco Di Marco e Santi Pullara’; undici per Mario Taormina; dodici per Antonino Capizzi; tredici per Gaetano Di Marco; quindici per Vincenzo Adelfio; sedici per Antonino Pipitone.