Nello Musumeci

Elezioni regionali

L’ultimo nome è uno di quelli che hanno una storia. Lui è Ottavio Navarra, negli anni Novanta fu uno dei leader della “Pantera”, segretario della Sinistra giovanile e poi deputato del Pds. Oggi fa l’editore indipendente e, fra l’altro, è uno degli animatori di “Una Marina di libri”, fra le rassegne letterarie più fortunate della recente storia palermitana.

Ottavio Navarra è espressione di una sinistra alternativa al Pd e già fa discutere: molti apprezzamenti sui social e la presa di distanze di Giusto Catania, esponente palermitano di Prc e Sinistra Comune. Intanto, Navarra va ad aggiungersi all’unico campo largo che – in attesa della annunciata costituzione di quello del centrosinistra – oggi materialmente caratterizza lo scenario pre-elettorale: quello dei candidati in campo fuori dagli accordi di partito. Siamo già a quota 13, numero che non teme raffronti con il passato.

Tredici aspiranti alla poltrona di maggior rilievo della Regione già nell’agone senza l’imprimatur dei partiti tradizionali. Per comprenderci: nella lista non ci sono i concorrenti di Pd e Forza Italia, per il semplice motivo che ufficialmente non esistono. Non c’è Piero Grasso, che al momento ha declinato l’invito, non ci sono Davide Faraone e Giuseppe Lupo, che pur essendo attivissimi nel territorio non hanno mai annunciato una propria candidatura.

C’è invece – per restare al Pd -Antonello Cracolici – che ha dato la disponibilità a partecipare a primarie che probabilmente non si faranno mai. E c’è pure – per passare a 5 stelle – Giancarlo Cancelleri, caso piuttosto singolare di candidato in pectore prima ancora che ci sia una votazione on line.

Il resto è una pattuglia eterogenea che emerge dalle difficoltà, dalle incertezze, dagli scontri in partiti ne coalizioni. Prendete Nello Musumeci: il centrodestra gli ha negato le primarie e lui, dopo aver posto un ultimatum («trovate in un due giorni uno meglio di me»), è in piena campagna elettorale. D’altronde, il prolungarsi delle grandi manovre nel centrodestra – con la strizzatina d’occhio di Forza Italia ai centristi che oggi stanno con Renzi – ha già spinto il coordinatore di Noi Con Salvini per la Sicilia orientale, Angelo Attaguile, a riproporre la sua candidatura.

Sull’altro fronte, i centristi hanno già comunicato con Angelino Alfano che – al di là dell’alleanza – non rinunceranno a un proprio candidato. In questo senso, il deputato Dore Misuraca ha fatto espressamente il nome dell’europarlamentare Giovanni La Via. Il quale, per inciso, lavora sottotraccia già da tempo.

Ma guai a dimenticare un altro candidato ancor più ecumenico, che guarda a destra come a sinistra e lo fa alla luce del sole: è Roberto Lagalla, ex rettore dell’università di Palermo, che con la sua «Idea Sicilia» ha già fatto 25 incontri con gli elettori in ogni angolo dell’Isola, da Castellammare del Golfo a Gela, da Catania a Capo d’Orlando. «La coalizione? Vedremo. Ma noi partiamo dal programma e dall’esigenza di una svolta profonda. Questo progetto politico – dice Lagalla – sarà comunque in campo alle Regionali».

In una regione che ha visto una cinquantina di governi democristiani non poteva mancare l’ultima erede della Dc. Si chiama Piera Loiacono ed è sostenuta, fra le altre, da sigle che riportano indietro nel tempo: Libertas, Rinascita socialdemocratica e partito di liberale. E cìè, infine, chi vuol difendere la Sicilia, come i Forconi, «dai furbi e dagli yesmen».

Antonello Cracolici
Antonello Cracolici