Piero Adamo

Riflessione a voce alta sulla Gettonopoli di Messina

Le condanne di Gettonopoli – che potranno essere lette meglio solo quando il Collegio presieduto da Silvana Grasso avrà depositato le motivazioni- possono aver creato sconcerto solo a chi non bazzica Palazzo Piacentini a Messina e non conosce certi meccanismi.

Il vento è cambiato da tempo con la pesantissima condanna a Francantonio Genovese, all’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, agli imputati della Formazione farlocca. Ma la Grasso è la stessa presidente che ha inflitto tre anni e otto mesi per tentata concussione al collega pm Maurizio Musco di Siracusa. Viene da un’operatività reggina che si scontra con buonismi peloritani. Otto o nove di camera di consiglio sono il giusto per blindare pene che, comunque, sono legate a truffa e falso e non all’abuso d’ufficio che avrebbe imposto l’applicazione della legge Severino. Accusa , dunque, sconfitta sul punto e, probabilmente, appellerà. Il rischio è che in Appello ci sia un clamoroso ridimensionamento di pene che sfiorano i cinque anni per alcuni

Per Libero Gioveni e Nora Scuderi, il pm Massara aveva chiesto l’archiviazione: il collegio invece ha disposto una reclusione di tre mesi per entrambi, oltre spese, risarcimento in sede civile e provvisionale, come per tutti gli altri imputati. Ma ci sarebbe un mezzo dubbio su quanto ” ascoltato” in aula e il vergato.

Ha ragione chi ritiene che non ci siano distinguo possibili tra chi ha lavorato in Consiglio e chi non è stato poi così presente, politicamente parlando. Il web si è spaccato, pilotato da chi avrebbe voluto il rogo per chi ha spesso osato “squalificare” Giunta comunale e primo cittadino, magari votando anche no.

Alcuni dei condannati sono in corsa per un seggio all’Ars, come Piero Adamo. Che dovrà affrontare subito gli umori del popolo che vota e che oggi manifesta indignazione. Molta di più di quella che, invece, andrebbe riversata sul monnezzaro o altri limiti cittadini.

Messina non sarà più come prima non perché è arrivata la sentenza di Gettonopoli ma perché è caduto Genovese e si è salvato Renato Accorinti. Dopo la sfiducia mancata è venuto giù il torrente di livore che rischia di esondare a novembre. Favorendo chi può riposizionarsi.