MESSINA – Mafia e massoneria: 30 arresti

Ci sono anche Carlo Borella e Andrea Lo Castro, tra i trenta arrestati dell’operazione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Messina che all’alba ha portato in carcere imprenditori e pubblici funzionari in un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita.

Carlo Borrella
Carlo Borrella

Per i magistrati quella che è stata sgominata è una vera e propria cellula catanese di Cosa nostra che per anni ha condizionato la vita pubblica di Messina. Un blitz che ha portato in carcere anche funzionari del Comune ed esponenti della società che conta affiliati tra di loro anche da un vincolo di segretezza della massoneria.

Dunque mafia, politica e massoneria è il leit motiv dell’indagine estesa anche alle città di Catania, Siracusa, Milano e Torino. Professionisti, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune, tutti connessi, spiegano gli investigatori, “a un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità”.

Associazione mafiosa, concorso esterno, ma anche corruzione, estorsione, riciclaggio e traffico di armi i reati contestati dalla Procura ai trenta arrestati, dieci dei quali hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Per 10 degli indagati il Gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari.

Le indagini dei carabinieri del ros, diretti dalla Procura peloritana, hanno consentito di accertare,  per la prima volta, l’operatività su Messina di una cellula di Cosa Nostra catanese, diretta emanazione della famiglia mafiosa dei Santapaola.

Documentati gli interessi del sodalizio nel settore immobiliare e degli appalti pubblici, in particolare le collusioni con funzionari dell’amministrazione comunale messinese per l’acquisizione di immobili da adibire successivamente ad alloggi popolari.

Evidenziati anche illeciti interessi nel settore delle scommesse calcistiche, dei giochi on line e delle corse clandestine dei cavalli.