Allarme incendi in quasi tutta la Sicilia

Il bollettino della Protezione Civile regionale lascia ben pochi dubbi. Quella di oggi sarà un’altra giornata ad alto rischio sul fronte degli incendi per tutta la Sicilia. A causa delle alte temperature il livello di allerta è al massimo della scala in tutte le province dell’Isola con l’esclusione di Siracusa e Trapani, due province che, però, ieri sono state devastate da numerosi roghi. In tutta la Sicilia ieri sera si contavano 125 focolai di incendio, duemila solo nell’ultimo mese.

Un uomo è stato condotto per accertamenti in caserma dai carabinieri di San Mauro Castelverde, nelle Madonie, dove è in corso un vasto incendio che minaccia aziende agricole e allevamenti. L’uomo sarebbe stato visto in atteggiamento sospetto in prossimità di uno dei focolai dai quali si è sviluppato un fronte di fuoco di oltre un chilometro.

Emergenza dalla serata di ieri anche nelle vicinanze di Taormina. “Sta bruciando un intero territorio. Io stesso e il presidente del Consiglio comunale abbiamo rischiato di morire avvolti dalle fiamme che lambivano la macchina su cui viaggiavamo. Qualcuno ci aiuti perché il rischio è che ci scappi il morto”. A lanciare la richiesta d’aiuto è il sindaco di Castelmola (Messina), Orlando Russo.

Una famiglia è già stata evacuata, mentre altre 20 sono minacciate dal rogo divampato in contrada Dammari e rapidamente propagatosi fino a giungere in località Trupiano. “Una donna è finita in ospedale per un principio di intossicazione e un vigile del fuoco è rimasto ferito dopo essere caduto – racconta il primo cittadino -. La situazione è drammatica”. Le fiamme hanno distrutto una stalla: cavalli, pecore e cani sono morti bruciati.

Ieri il villaggio Calampiso a San Vito Lo Capo, meta turistica trapanese, è stato evacuato via mare, a causa di un incendio.  Dieci persone intossicate sono state portate al pronto soccorso di San Vito Lo Capo. Le loro condizioni non destano preoccupazione. Le fiamme sono state completamente domate intorno alle 18.

“Abbiamo vissuto momenti drammatici, io ero con la mia nipotina, quando ci hanno gridato di lasciare subito il villaggio turistico. Ho cercato di non farmi prendere dal panico. Ho visto persone che piangevano. Soprattutto le donne sole con i figli, perché i mariti erano al lavoro. La situazione è tornata alla calma solo dopo che ci hanno portato via dal mare con i pescherecci e i gommoni”.

Oltre 600 turisti sono stati portati via dal mare grazie all’aiuto dei pescatori e di proprietari di barche. “Stamattina si vedevano lingue di fuoco da lontano, alle nostre spalle, ma eravamo abbastanza tranquilli – racconta un vacanziere.

Il comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha accertato che non sussistono le condizioni di sicurezza per il rientro degli ospiti nel villaggio turistico di Calampiso, evacuato per un incendio. Molte persone hanno deciso di interrompere la vacanza e di ritornare nelle città di provenienza. Lo rende noto la prefettura di Trapani che ha istituito un’unità di crisi per il coordinamento delle operazioni di spegnimento del rogo.

 A bruciare non è solamente la Sicilia, ma tante altre Regioni d’ Italia. La flotta nazionale non è modificabile e un canadair non si può inventare da un momento all’altro”.  “Dobbiamo affrontare il problema con la prevenzione, con l’educazione e con le segnalazioni – è l’appello lanciato da Fabrizio Viola – è  necessario sensibilizzare i cittadini affinché denuncino se vedono gente che appicca il fuoco. Solo così – prosegue – possiamo venirne a capo.

Questa mattina un altro incendio è divampato in località Salice sempre sui colli messinesi mentre un altro rogo è scoppiato in contrada Serri a Sperone nella zona nord della città. In azione squadre di vigili del fuoco ed un Canadair. Roghi anche in provincia nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto e nell’isola di Lipari, nelle Eolie.

Le procure di Palermo, Enna e Messina aprono inchieste. Gli incendi scoppiati in questi giorni nel palermitano, sono finiti in Procura. I magistrati della Procura di Palermo hanno aperto un’inchiesta per verificare, come si apprende, “eventuali inadempienze della Regione siciliana nel sistema della prevenzione”. Inchiesta anche ad Enna e Messina.