Avv. Massimiliano Fabio

Buona Scuola: Pordenone? No, Sant’Agata Militello (Messina)

Ne abbiamo parlato ieri ed oggi, vista la risonanza dell’articolo pubblicato dal nostro giornale, “pippogaliponew.it”, ritorniamo sull’ argomento.

Il Tribunale di Pordenone, in composizione collegiale, in sede di reclamo ha emesso l’Ordinanza del 30 Giugno 2017, con la quale ha accertato la competenza del Giudice Ordinario nelle controversie riguardanti la mobilità e ha dichiarato il diritto della ricorrente, docente della scuola primaria, ad essere trasferita in una sede dell’ambito Sicilia 0016 della provincia di Messina, nel comune di Sant’Agata Militello, ovvero in altre province o comuni vicini, secondo il criterio del punteggio posseduto e secondo l’ordine di preferenze di ambito territoriale dalla stessa espresso in domanda di mobilità.

La docente era stata assunta in Fase C da GAE ai sensi della Legge 107/2015 nell’anno scolastico 2015/16 e, sottoposta a mobilità obbligatoria l’anno successivo, in fase C, era stata trasferita illegittimamente a 1.400 km dalla propria famiglia.

Il Tribunale di Pordenone adito in via d’urgenza, aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del Tribunale del Lavoro a favore del Giudice Amministrativo, rigettando il ricorso in prima istanza.

L’avvocato Massimiliano Fabio, del foro di Patti, con reclamo davanti al Collegio del medesimo Tribunale di Pordenone, ha prontamente impugnato l’errata statuizione dimostrando che il lavoratore vanta una posizione di diritto soggettivo da fare valere davanti al Giudice Ordinario.

L’organo giudicante ha, pertanto, emesso una ordinanza dirimente nella risoluzione della controversa questione della competenza tra il Giudice Ordinario ed Amministrativo in tema di mobilità del personale scolastico, con la precisazione che “il riparto di giurisdizione dipende dalla posizione giuridica lesa e non dalla domanda svolta”, poiché viene impugnato un atto di “micro-organizzazione” adottato dall’amministrazione nell’esercizio dei poteri datoriali, che deve essere valutata davanti al Giudice Ordinario.

A seguito di tale decisione il Tribunale di Pordenone ha esaminato i motivi di diritto ed il periculum, non considerati dal precedente Giudice dichiaratosi non competente, ed ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Massimiliano Fabio, accertando che la docente era stata assegnata presso un ambito territoriale non indicato in domanda di mobilità 2016/17 mentre altri docenti con punteggio inferiore, anche appartenenti a fasi precedenti rispetto alla Fase C, alla quale ha concorso la ricorrente, hanno ottenuto il trasferimento presso ambiti nella Regione Sicilia, e che tale scelta “sfugge a qualsivoglia spiegazione, non evincendosi dalla disciplina esaminata un criterio di assegnazione alternativo (e prevalente) rispetto a quello del punteggio”.

Con tale decisone la docente può mettere fine alle evidenti ed irreparabili ripercussioni sulla vita personale e familiare, non risarcibili per equivalente, derivanti dall’illegittimo trasferimento subito nell’estate del 2016.

Secondo l’avvocato Fabio, uno dei migliori penalisti del foro di Patti, (Messina)  “Le varie decisioni di accoglimento ottenute nei diversi Tribunali d’Italia, tra le quali quella odierna, non bastano a colmare le difficoltà incontrate dalle tante famiglie che hanno subito il trasferimento dei propri familiari a centinaia di chilometri di distanza ed hanno vissuto veri e propri drammi umani, che hanno comportato un’impegnativa battaglia giudiziaria”.