Vista di Castell'Umberto (ME)

Castell’Umberto (Messina) Trenta sindaci del Messinese alzano le barricate contro i migranti

Probabilmente, il sindaco di Milazzo, Giovanni Formica, resterà nella storia per aver dato al prefetto di Messina, Francesca Ferrandino, la sua grande disponibilità ad accogliere i migranti che in questi giorni si sono visti la strada sbarrata da sindaco di Castell’Umberto, in provincia di Messina, sbarrata in tutti i sensi.

Bisogna dire anche che Vincenzo Lionetto Civa, spalleggiato dal sindaco di Torrenova Castrovinci e dal collega di Sinagra Nino Musca, per questo suo gesto, politicamente corretto ma tutt’altro che nobile, raccoglierà una caterva di consensi da altri sindaci e da cittadini di ogni latitudine.

Infatti, come ben sappiamo, Enzo Lionetto Civa non è il solo sindaco siciliano a protestare contro l’arrivo delle quote di migranti previsto dal ministero dell’Interno ma quella che va avanti dalla tarda serata di venerdì  è una protesta dura, durissima, anche se nel corso della giornata di ieri è andata via via sfumando nei toni e negli atteggiamenti. Ma già da questa mattina la temperatura potrebbe fatalmente risalire.

Il buon Lionetto, che ribadiamo la nostra simpatia nei suoi confronti, si appiglia al fatto che il prefetto li ha messi con le spalle al muro senza poter decidere nulla. Intanto, è vero quando dice che l’hotel Il Canguro, all’interno della quale hanno trovato ospitalità i migranti, non è una struttura perfettamente agibile ma è anche vero che la stessa non ricade sul territorio umbertino bensì sinagrese, quindi, sarebbe stato più logico,  ammesso e non concesso che ci sia una logica in tutto questo, che fosse stato il primo cittadino di Sinagra a mettersi la fascia tricolore per impedire l’accesso dei trenta migranti nel suo territorio.

“Devo difendere la mia gente”, chiariva il sindaco davanti al presidio all’hotel Il Canguro dove la prefettura ha inviato non 30 ma 50 migranti Venerdì sera la voce si è sparsa subito, il primo cittadino ha chiamato a raccolta i suoi compaesani e in pochi minuti davanti all’ex albergo erano in 500. Ieri mattina hanno fatto muro e hanno impedito l’ingresso del gruppo elettrogeno, lasciando senza luce i migranti.

Ma guai a parlare di razzismo. La solita ipocrisia! E come dovremmo chiamarla questa sig. Sindaco? Lei dal suo punto di vista ha perfettamente ragione quando dice che “deve difendere la sua gente” ma a noi lasci almeno la libertà di dire che questa non è democrazia, non è solidarietà, non è comprensione, non è neanche umanità ma più semplicemente quella brutta, bruttissima parola di fronte alla quale lei inorridisce e non vorrebbe sentire: razzismo!

«Il problema non sono i migranti, anche se è ormai è chiaro che qui è in atto un invasione », dice il sindaco alzando il tono della voce. “Alle 21 e 58 mi hanno chiamato dalla prefettura per comunicarmi che sarebbero arrivati i migranti. Ma gli ospiti erano già arrivati”. Una volta tanto la famigerata burocrazia è stata annientata!

“Oggi in tarda mattinata “Davanti all’hotel “Il Canguro” si terrà un’assemblea pubblica con la partecipazione dei Sindaci dei Nebrodi e di tutti i cittadini per confrontarsi e discutere sulla questione dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti nel nostro territorio”.

Ricordiamo perfettamente che già a fine giugno il sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci, aveva organizzato un incontro proprio sull’emergenza migranti nei comuni dei Nebrodi, raccogliendo l’adesione di circa 40 sindaci, i colleghi di: Patti, Capo d’Orlando, Brolo, San Marco d’Alunzio, Mirto, Castell’Umberto, Reitano, Rocca di Capri Leone, Longi, Ficarra, Alcara Li Fusi, Militello Rosmarino, Acquedolci, Mistretta, Sant’Agata Militello, Caronia, Galati Mamertino, Frazzano’, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Gioiosa Marea, Torrenova, San Fratello, Castel di Lucio, Floresta, Montagnareale, Sinagra, Cesarò, Librizzi, San Salvatore di Fitalia, San Teodoro e Piraino

Tutti i primi cittadini infatti hanno chiesto una riunione urgente al Prefetto in merito al bando sulle strutture da destinare all’accoglienza di 2200 migranti in provincia. I sindaci nella missiva chiedevano al Prefetto Francesca Ferrandino un incontro per valutare con attenzione il profilo orografico, delle infrastrutture e dei presidi di sicurezza del territorio in ogni singola municipalità al fine di evitare gravi difficoltà nella gestione del fenomeno.

I sindaci consapevoli del rischio per l’incolumità pubblica e della sicurezza urbana chiedevano anche un incontro con gli uffici dell’assessorato regionale della famiglia per avviare con gli enti locali una gestione congiunta e partecipata di un fenomeno che in mancanza di un’equilibrata concertazione: “produrrebbe nelle comunità che accolgono un forte impatto negativo specie nel caso in cui vi fosse sproporzione rispetto alla popolazione residente”.images