(Messina) Il tempio di Apollo rivede la luce

Dopo appena un mese di scavi effettuati da ricercatori di Oxford e dell’Università di Messina, la zona archeologica della Valle dell’Halesa si arricchisce di un nuovo importante ritrovamento.

Gli scavi hanno riportato infatti alla luce il tempio di Apollo di Tusa. Ma non solo: hanno scoperto che potrebbero esserci altri due templi di minori dimensioni, finora sconosciuti. Nell’area della città ellenistico-romana, Alesia Arconidea a Tusa, meta turistica – balneare al confine con la provincia di Messina, ricercatori di Oxford e di Messina in un’unica equipe sono arrivati a questa ipotesi, dopo un mese di scavi.

Dal 15 giugno i ricercatori di Oxford assieme a quelli dell’università di Messina hanno scovato reperti che segnalano la possibile presenza di altri due templi, lì dove insistono le rovine del santuario di Apollo. Il progetto che ha ottenuto una concessione di scavo per tre anni dall’assessorato ai Beni culturali e dalla Soprintendenza di Messina coinvolge 15 studenti di Messina e di Oxford.

Sotto la guida dell’archeologo messinese, Alessio Toscano Raffa del Cnr Ibam di Catania, dei professori Lorenzo Campagna per l’università peloritana e Johnathan Prag per quella di Oxford aspirano a ricomporre “l’ultimo tassello mancante – spiega Campagna, associato di archeologia classica presso il dipartimento di civiltà antiche e moderne – il resto del sito è ormai conosciuto mentre quest’area sacra che sorge sull’acropoli è rimasta ignota. Sappiamo già che il santuario di Apollo si trovava lì, in queste settimane abbiamo svolto una prima campagna dal valore esplorativo.

Il prossimo anno speriamo di poter avvieremo un lavoro più consistente e più lungo sempre nell’ambito del progetto di ricerca che condividiamo con l’università di Oxford”. Una ricerca iniziata da zero che potrebbe riportare alla luce l’area sacra della città ellenistico romana di Tusa, dove già un altro sito ha avviato altri scavi anche l’università di Amiens e la Sorbona di Parigi.