Niscemi

“Cosa Nostra” Nissena è in una fase di ristrutturazione

La mafia in provincia di Caltanissetta è in un momento di riorganizzazione, anche se continuano a comandare i vecchi capi – alcuni dei quali detenuti al carcere duro, ma con referenti tornati liberi. È quanto emerge dall’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia, il centro riferisce ai vertici nazionali di «una Cosa Nostra nissena tuttora interessata da una generalizzata ristrutturazione interna, facendo registrare una rimodulazione degli assetti, degli equilibri, delle alleanze e della leadership, specie a seguito di arresti e scarcerazioni. Un processo di ristrutturazione – secondo risultanze investigative – che rappresenta la risultante di vari fattori, tra cui un “indebolimento” dell’organizzazione, determinato sia da una rilevante azione di prevenzione e contrasto da parte delle Istituzioni, sia dalla crisi economica che ha ridotto il volume d’affari delle imprese e il numero ed il valore delle commesse pubbliche potenzialmente aggredibili dai clan».

Per la Dia anche nel Nisseno «gli appalti pubblici, il traffico degli stupefacenti e le estorsioni si confermano i settori di riferimento per il reperimento delle fonti di finanziamento, necessarie allo svolgimento delle attività illecite nonché al mantenimento degli affiliati in carcere e delle rispettive famiglie. Scendendo nel dettaglio delle estorsioni, il comparto industriale, agricolo ed artigianale risultano sovente oggetto di forme di coartazione, tra cui l’imposizione di forniture, di manodopera e di servizi, come le guardianie».

Per il resto Cosa Nostra, storicamente strutturata nei quattro mandamenti di Vallelunga Pratameno, Mussomeli, Gela e Riesi, ancora sotto il controllo del boss Giuseppe “Piddu” Madonia il quale, benché detenuto, lo eserciterebbe tramite vari reggenti, che si avvicenderebbero qualora arrestati. Poi c’è la Stidda, che «conserva una certa influenza nelle dinamiche criminali delle aree di Gela e di Niscemi, cercando sempre un accordo con le articolazioni di Cosa Nostra – prodromico alla spartizione dei proventi delle attività illecite – in modo da evitare sovrapposizioni e prevenire possibili situazioni di conflitto».

Infine, per la Dia un «focus particolare merita lo scenario della criminalità associata a Gela, ove è confermata la supremazia della famiglia mafiosa dei Rinzivillo, rispetto al tradizionale schieramento antagonista degli Emmanuello (decimato dalla carcerazione dei capi e dei numerosi affiliati).

Riesi (CL)
Riesi (CL)