Bagheria (Palermo) Un sindaco tutt’altro che grillino

“Sta dando ventimila euro a tutti. Secondo me è una follia. Perché non fai duemila, scusa? La vogliamo vedere questa cosa?”. Così, al telefono, il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque si lamentava con il suo assessore Maria Laura Maggiore per le sanzioni troppo pesanti a carico degli abusivi che stava applicando un dirigente troppo severo. Critiche aspre rivolte a Enzo Aiello, allora dirigente del settore urbanistica del Comune, responsabile della repressione degli abusi. Due mesi e mezzo dopo quella conversazione intercettata, che porta la data del 30 aprile 2016, il sindaco avvierà un procedimento disciplinare nei confronti di Aiello, che sarà sospeso e poi trasferito ad altro incarico. L’ingegnere Aiello è stato pure denunciato con la motivazione ufficiale di “non avere ottemperato alle demolizioni”. La sospensione è stata poi revocata e si è in attesa del giudizio di appello. E il dirigente che voleva applicare multe “troppo care”? E’ finito alle dipendenze del geometra Onofrio Lisuzzo, indagato per ripetuti reati di turbativa d’asta, il “fedelissimo”

di Cinque cui è stato inflitto il divieto di dimora a Bagheria. Una strana legge del contrappasso.
Cinque è indagato dalla procura di Termini (ed è sottoposto all’obbligo di firma) anche per reati che riguardano l’abusivismo: è accusato, tra l’altro, di aver rivelato l’esistenza di un’inchiesta a carico della sorella e il cognato, proprietari di una casa fuori legge, e di avere insabbiato le verifiche sulla loro abitazione.

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Bagheria
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Maria Laura Maggiore